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Apertamente Blog Appunti dalla crisi italiana


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“A Dio appartengono i nomi più belli”

“A Dio appartengono i nomi più belli”. Come pregano i musulmani, Bologna, EDB, 2016

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Sbarchi e richiedenti asilo: è ora di una svolta

E’ il punto di svolta. Dodicimila sbarchi in due giorni. Due mesi estivi di bel tempo a questi ritmi vorrebbe dire 360.000 persone: un ritmo insostenibile per l’Italia, da sola, se si aggiungono a un meccanismo di salvataggi ed accoglienza già sotto stress ormai da un paio d’anni. Ed è per questo che è finalmente giunto il momento che l’Europa intervenga: e bene ha fatto il governo a puntare i piedi e a pretenderlo (ci prova da tempo, ma purtroppo con scarsissimo successo – solo che oggi non è più possibile non vedere). Continua a leggere

Caro PD, ti scrivo. Sulle elezioni a Padova.

Ho seguito con attenzione le vicende del centro-sinistra padovano. Con attenzione silente: ho lasciato la loquacità alle prime fasi, e nel backstage – dove, finché ho potuto e ho pensato che avesse un senso, ho cercato di dare un contributo di riflessione alle scelte da fare. Poi, quando le scelte sono state fatte, mi sono astenuto dall’intervenire o dal prendere altre posizioni, o anche solo manifestare vaghe perplessità. Bisognava in ogni caso portare a casa il risultato: discutere ancora avrebbe danneggiato l’obiettivo. Continua a leggere

Padova: lo scenario post-elettorale

Il voto a Padova è stato in controtendenza su tutto: partecipazione al voto e risultato finale. In elezioni dove la partecipazione al voto è crollata sotto la fatidica soglia della metà degli aventi diritto, Padova è circa dieci punti sopra la media nazionale: ed è proprio questa partecipazione che porta Sergio Giordani, in tandem con Arturo Lorenzoni, a vincere elezioni difficili, in cui l’ultimo sindaco eletto prima dell’intermezzo commissariale, Massimo Bitonci, era disposto a tutto pur di riconquistare il fortilizio padovano sottrattogli, nella sua narrazione, durante una congiura notturna. Continua a leggere

Gloria e Marco: quando il silenzio sarebbe più opportuno della retorica

In molti – credo tutti quelli che non hanno un cuore di pietra – abbiamo pianto di fronte alla vicenda di Gloria Trevisan e Marco Gottardi, morti nel rogo della Grenfell Tower a Londra. Non c’era bisogno di conoscerli personalmente per commuoversi, di fronte a questa bella coppia di giovani fidanzati, pieni di speranze e di futuro, che hanno visto spezzati in maniera così repentina e terribile i sogni che stavano inseguendo. Non ci riesce difficile – anche se è impossibile farlo davvero – identificarci nello strazio dei genitori e dei familiari: commuoversi vuol dire appunto questo – muoversi insieme, con-dividere, com-piangere, almeno, se altro non è possibile fare. Soprattutto se siamo genitori, ancora di più se abbiamo anche noi un figlio o una figlia a Londra o altrove: e ci siamo detti che, sì, non sarebbe dovuto succedere, ma sarebbe potuto capitare a chiunque. E’ una vicenda dolorosa, vera, unica, profonda come solo il dolore può esserlo. E che, come tale, merita rispetto. Siamo con i genitori, con i parenti, con gli amici, per quel poco che possiamo, per quel che vorremmo essere a loro vicini. Continua a leggere

L’etica condivisa e la “bruttificazione” del territorio. Il Veneto distrutto e quello da ri-costruire

Costruire significa fabbricare, mettere insieme delle parti per ottenere un tutto, ordinandole secondo una logica conosciuta. La parola deriva dal latino con-struere: dove l’elemento significativo, poiché struere significa edificare, sta nel prefisso con, che indica che è qualcosa che va fatto insieme ad altri, come progetto comune. Non si costruisce da soli: o, per lo meno, è difficile farlo. Funziona meglio se si tratta di un progetto condiviso. Continua a leggere