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I conti della Lega e la democrazia

La vicenda del sequestro dei conti della Lega ha del paradossale. I reati contestati sono gravi: dall’appropriazione indebita alla truffa aggravata ai danni dello Stato (si tratta di soldi pubblici, derivati dai rimborsi elettorali, non di proprietà del partito), alla cui origine ci sono le malversazioni del tesoriere Belsito, e l’uso disinvolto a fini personali di quello stesso pubblico denaro da parte della famiglia Bossi. Ma il sequestro dei conti anche delle incolpevoli federazioni locali della Lega disposto dal Tribunale di Genova suona – alle orecchie di chi non è un tecnico del diritto – come un’azione sproporzionata. Continua a leggere

Nel mondo dei qualsiasi

Nel mondo dei qualsiasi, Lecce, Manni, 2016

Copertina del libro "Nel mondo dei qualsiasi"

Copertina del libro "Nel mondo dei qualsiasi"

Una raccolta poetica molto unitaria, che in un lungo dialogo con sé e con gli altri apre a uno sguardo pieno di comprensione sulla vita e il mondo dei qualsiasi.
Dove la poesia diventa una lingua in più, più consapevole di altre, con cui comunicare; narrazione distillata, che scava fino alle radici; disciplina, metodo di comprensione e forma di ricchezza da condividere. Al servizio della parola. Senza pretese su di essa.

Una raccolta poetica molto unitaria, che in un lungo dialogo con sé e con gli altri apre a uno sguardo pieno di comprensione sulla vita e il mondo dei qualsiasi.

Dove la poesia diventa una lingua in più, più consapevole di altre, con cui comunicare; narrazione distillata, che scava fino alle radici; disciplina, metodo di comprensione e forma di ricchezza da condividere. Al servizio della parola. Senza pretese su di essa.

Link al sito della casa editrice.

“Appena adesso sono in grado di esprimerle il più vivo interesse per la sua poesia di serena e melanconica riflessione sulle successive vicende della sua vita, che diventa lezione esemplare. Tanto ricordo rimane sicuro e invita il lettore a ripensare a se stesso e la vita.”

Giorgio Bárberi Squarotti

“I versi brevi, lo stile paratattico, la lingua consapevole del sostrato colto eppure quotidiana, fanno della sua scrittura uno strumento di indagine del circostante – microcosmo o mondo che sia – necessario e efficace: «mondo dei qualsiasi» appunto, realtà o apparenza che ci appartiene o a cui apparteniamo tutti.”

Isabella Panfido

Recensione di Isabella Panfido

Un commento di Giorgio Bárberi Squarotti

L’Immaginazione, n. 300, p. 43

Tutto quello che non vi hanno mai detto sull’immigrazione

Tutto quello che non vi hanno mai detto sull’immigrazione (con G. Dalla Zuanna), Roma, Laterza, 2016

Copertina del libro "Tutto quello che non vi hanno detto sull'immigrazione"

Copertina del libro "Tutto quello che non vi hanno detto sull'immigrazione"

Un quadro aggiornatissimo sui flussi migratori e sul loro contributo reale allo sviluppo economico, culturale e sociale del paese. Senza eludere nessuno dei temi scottanti degli ultimi mesi: l’aumento eponenziale dei richiedenti asilo, l’impatto della crisi sulle migrazioni, il contributo degli stranieri all’economia italiana, i problemi di criminalità, l’integrazione fra le diverse culture e religioni.
Numeri, dati, fatti per raccontare con un taglio pragmatico e con una prospettiva inedita il più grandioso mutamento dell’Italia di questi anni.
L’Italia è diventata nel breve giro di un paio di generazioni da paese di emigrazione sostanzialmente monoculturale a grande porto di mare. Vivono oggi dentro i nostri confini cinque milioni di stranieri e l’immigrazione è da anni al centro del dibattito pubblico e dello scontro politico.
Spesso però se ne discute senza tener conto dei dati di fatto: se in un luogo non ci sono risorse sufficienti per permettere agli uomini di soddisfare le loro necessità e in un altro luogo le opportunità sono sovrabbondanti rispetto agli uomini, un gruppo di abitanti del luogo di partenza si trasferirà inevitabilmente nel luogo d’arrivo. È dunque impensabile che il flusso dei migranti si interrompa. Peraltro, la struttura demografica dei paesi occidentali rende necessario l’apporto degli stranieri: nei prossimi vent’anni, per mantenere costante la popolazione in età lavorativa (20-64), ogni anno dovranno entrare in Italia – a saldo – 325 mila potenziali lavoratori, un numero vicino a quelli entrati nel ventennio precedente. Altrimenti, nel giro di appena 20 anni i potenziali lavoratori calerebbero da 36 a 29 milioni, a mano a mano che i baby-boomers andranno in pensione. Diminuirebbero anche i giovani (da 11,2 a 9,7 milioni), mentre gli anziani – in ogni caso – sono destinati ad aumentare in modo inarrestabile.
Il libro offre dati aggiornatissimi sui flussi migratori e sul loro contributo reale allo sviluppo economico, culturale e sociale del Paese, senza eludere nessuno dei temi scottanti degli ultimi mesi: l’aumento esponenziale dei richiedenti asilo, l’impatto della crisi sulle migrazioni, il contributo degli stranieri all’economia italiana, i problemi di criminalità, l’integrazione fra le diverse culture e religioni. Perché esiste un modello italiano alle immigrazioni: è necessario riconoscerlo per tracciare con sapienza le politiche del futuro.

Un quadro aggiornatissimo sui flussi migratori e sul loro contributo reale allo sviluppo economico, culturale e sociale del paese. Senza eludere nessuno dei temi scottanti degli ultimi mesi: l’aumento eponenziale dei richiedenti asilo, l’impatto della crisi sulle migrazioni, il contributo degli stranieri all’economia italiana, i problemi di criminalità, l’integrazione fra le diverse culture e religioni.

Numeri, dati, fatti per raccontare con un taglio pragmatico e con una prospettiva inedita il più grandioso mutamento dell’Italia di questi anni.

L’Italia è diventata nel breve giro di un paio di generazioni da paese di emigrazione sostanzialmente monoculturale a grande porto di mare. Vivono oggi dentro i nostri confini cinque milioni di stranieri e l’immigrazione è da anni al centro del dibattito pubblico e dello scontro politico.

Spesso però se ne discute senza tener conto dei dati di fatto: se in un luogo non ci sono risorse sufficienti per permettere agli uomini di soddisfare le loro necessità e in un altro luogo le opportunità sono sovrabbondanti rispetto agli uomini, un gruppo di abitanti del luogo di partenza si trasferirà inevitabilmente nel luogo d’arrivo. È dunque impensabile che il flusso dei migranti si interrompa. Peraltro, la struttura demografica dei paesi occidentali rende necessario l’apporto degli stranieri: nei prossimi vent’anni, per mantenere costante la popolazione in età lavorativa (20-64), ogni anno dovranno entrare in Italia – a saldo – 325 mila potenziali lavoratori, un numero vicino a quelli entrati nel ventennio precedente. Altrimenti, nel giro di appena 20 anni i potenziali lavoratori calerebbero da 36 a 29 milioni, a mano a mano che i baby-boomers andranno in pensione. Diminuirebbero anche i giovani (da 11,2 a 9,7 milioni), mentre gli anziani – in ogni caso – sono destinati ad aumentare in modo inarrestabile.

Il libro offre dati aggiornatissimi sui flussi migratori e sul loro contributo reale allo sviluppo economico, culturale e sociale del Paese, senza eludere nessuno dei temi scottanti degli ultimi mesi: l’aumento esponenziale dei richiedenti asilo, l’impatto della crisi sulle migrazioni, il contributo degli stranieri all’economia italiana, i problemi di criminalità, l’integrazione fra le diverse culture e religioni. Perché esiste un modello italiano alle immigrazioni: è necessario riconoscerlo per tracciare con sapienza le politiche del futuro.

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Anna Finocchiaro, Andrea Riccardi ed altri a Sant’Egidio. Audio Radio Radicale

A Fahrenheit, intervista con Loredana Lipperini

Uno strumento per informarsi, discutere, criticare, controbattere: breve, accessibile, pieno di dati e informazioni. Non un’opinione, ma un mezzo per farsene una…

Conversioni: un nuovo modo di essere religiosi?

Conversioni: un nuovo modo di essere religiosi?, Napoli, Guida, 2017

Copertina del libro "Conversioni: un nuovo modo di essere religiosi?"

Copertina del libro "Conversioni: un nuovo modo di essere religiosi?"

Le religioni nelle società occidentali stanno vivendo oggi una stagione di profondi mutamenti, tra secolarizzazione, pluralizzazione e privatizzazione del religioso. Dunque anche l’identità religiosa si trasforma, cambiano i modi di credere e si ridefiniscono le appartenenze, a partire da una prospettiva individuale e soggettiva: è per questo sempre più rilevante il fenomeno delle conversioni. Oggi sempre meno la propria fede è determinata dall’origine familiare o dalla trasmissione tra generazioni. Sempre più spesso si sceglie di credere, e quindi si sceglie anche in che cosa credere, in che modo farlo, in quali tempi della propria vita. Stefano Allievi si interroga su questi nuovi processi, che riguardano tutte le religioni: utilizzando come caso di studio le conversioni all’islam, ma esaminandone le implicazioni anche per altre religioni e filosofie, che producono reciproche ibridazioni tra immigrati e autoctoni nonché la nascita di versioni europee di religioni sviluppatesi altrove. Soprattutto ne nasce un nuovo tipo di identità religiosa, impegnativa ma al tempo stesso fragile, con cui dovremo fare i conti sempre più spesso in futuro.

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Il burkini come metafora. Conflitti simbolici sull’islam in Europa

Il burkini come metafora. Conflitti simbolici sull’islam in Europa, Roma, Castelvecchi, 2017

Copertina del libro "Il burkini come metafora"

Copertina del libro "Il burkini come metafora"

Il burkini è un costume da bagno che veste completamente il corpo della donna, tranne volto, mani e piedi. Ma a partire dalla polemica nata in Francia nell’agosto 2016, come per altre forme di visibilizzazione dell’islam – ad esempio l’hijab (il velo), la moschea, il minareto –, è diventato l’ennesimo simbolo del conflitto culturale che separerebbe islam e occidente. Analizzare il dibattito cui ha dato inizio, prendendo spunto dalle diverse posizioni espresse (laica, femminista, islamica, anti-islamica, fino a quelle di altre comunità religiose), diventa quindi un modo per capire il posto dell’islam nelle società europee. Il burkini diventa così una metafora dell’inclusione (o dell’esclusione), delle sue difficoltà, dei suoi problemi e della capacità che abbiamo di risolverli, delle differenze accettabili e di quelle inaccettabili. A partire da ciò che nasconde: il corpo delle donne.

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Perché domanda e offerta di lavoro fanno fatica ad incontrarsi. La fine dei percorsi lineari e le difficoltà di inserimento

Ci si può davvero preparare al lavoro? Può, il mondo del lavoro, semplicemente trovare persone da inserire nei ruoli predisposti? Sempre meno. La cosa è stata possibile finché i lavori sono rimasti, dal punto di vista tecnico, molto simili. Per migliaia di anni l’aratro ha subito solo modeste variazioni. Poi, ogni tanto, arrivava un’innovazione rivoluzionaria: attaccarlo a un paio di buoi, o passare dal legno al ferro. In questi casi, la trasmissione generazionale e l’apprendimento attraverso l’esempio e la pratica erano sufficienti a inserirsi nel lavoro. E non valeva solo per l’agricoltura, ma anche per l’artigianato e il commercio, appresi a bottega (e trasmessi facilmente di padre in figlio anche perché casa e bottega erano lo stesso luogo fisico). Già dalla prima rivoluzione industriale le cose sono cambiate. Tanto più in quelle successive, per arrivare ad oggi, in cui sappiamo con certezza che la maggior parte dei lavori che faranno i nostri figli, al momento in cui li iscriviamo a scuola, semplicemente non esistono ancora. Continua a leggere