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Apertamente Blog Appunti dalla crisi italiana


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Elogio del meticciato

Ce lo dicono anche le leggi dell’evoluzione: le specie che sopravvivono meglio (e all’interno di esse gli individui che hanno più probabilità di sopravvivere e riprodursi con successo) sono quelle capaci di mutare, di svilupparsi al di fuori delle linee prescritte. E ciò avviene nell’incontro con ambienti diversi, mutate condizioni, ma soprattutto dalla capacità di apprendere da apporti esterni, e di integrarli, introiettarli, inglobarli, farli propri. Ciò che avviene eminentemente nell’incontro, nell’ascolto reciproco, nell’ibridazione, nel meticciato. Che non è solo la capacità mimetica, esteriore, pure importante, del camaleonte, che gli consente di sopravvivere in contesto ostile adattandosi all’ambiente in maniera innovativa: quello è solo un primo passo, ma è ancora una forma di conformismo. Mentre quello che fa fare i salti evolutivi maggiori è invece spesso un marcato “difformismo”, la capacità creativa di mischiare elementi diversi in una sintesi innovativa. Continua a leggere

Iperconnessi: gli effetti dei social su privacy e tempo libero

Succede a tutti di essere importunati in orari una volta dedicati ad altro – cena inclusa – da offerte di servizi e prodotti di vario tipo. E già con il telefono. I nuovi canali di comunicazione e i social media hanno tuttavia peggiorato la situazione, producendo una nuova invadenza di massa e una sindrome da fortino assediato (la propria privacy e il proprio tempo), da difendere con le unghie e con i denti. Continua a leggere

Il mondo senza morte

Senza morte (Rubrica “Il mondo se”)

6 dicembre 2018

di Stefano Allievi. Professore di Sociologia presso l’Università degli studi di Padova. Continua a leggere

Meno sicurezza: per scelta del governo

Per il governo l’immigrazione sembra essere sempre meno un processo da gestire o eventualmente un problema da risolvere: e sempre più un tema da agitare. Non qualcosa di cui occuparsi, ma qualcosa da cui essere occupati. Non qualcosa da fare, ma qualcosa di cui parlare. Per varie ragioni. Continua a leggere

Capitale umano: se il sapere non è più un valore

L’impoverimento del capitale umano – in un’epoca in cui il suo valore è sempre più alto e il suo effetto moltiplicatore decisivo – è una notizia che dovrebbe inquietarci. Tutti, dalle famiglie agli stati con maggiore consapevolezza, tendono a spendere di più per formarlo: ma se non è abbastanza, se non ha occasione di esercitarsi, e ancora di più se lo perdiamo, si tratta non solo di uno spreco, ma di un disinvestimento dal futuro. Continua a leggere

Tutto per niente…

Un popolo ha il diritto di pagare caro un sogno: una rivoluzione, l’instaurazione di una nuova religione, una grande conquista territoriale, il crollo di un ordine costituito, il tentativo di fondarne un altro, magari anche un’utopia tecnologica…
Sono i momenti grandiosi e terribili della storia. E’ successo mille volte. E succederà ancora.
Non è il caso dell’Italia. Qui rischiamo di pagare caro un mediocrissimo, miserabile sogno di potere di alcuni, senza alcuna intrinseca grandiosità, che diventerà l’incubo dei più: anch’esso, senza alcuna grandiosità. Non avremo nemmeno la soddisfazione di avere vissuto un momento magico, magari anche tragico, ma unico.
No, sarà stato tutto per niente. Neanche la soddisfazione di poter dire un giorno: “io c’ero…”