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Apertamente Blog Appunti dalla crisi italiana


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Il confine, nozione ambigua: ciò che unisce e ciò che separa

Trieste, città di confine. Ma il confine è nozione ambigua: cum-finis, la fine che è (che ho) in comune con l’altro. Luogo quindi non solo di separatezza, ma anche di attraversamenti: legali, e talvolta clandestini, anche se quasi sempre tollerati. Una ambiguità conosciuta come tale e accettata. Un po’ come nella persona e nel mestiere del contrabbandiere, figura archetipica e quasi mitologica delle lande di confine. Fuorilegge, certo, ma non veramente bandito, perché dopo tutto svolge un’utile funzione: economicamente funzionale, e certamente più interessante e in fondo benvoluta delle guardie di frontiera che con lui – contro di lui – giocano a rimpiattino un necessario e al contempo puramente rituale gioco di ruolo. Continua a leggere

Norma Cossetto: le foibe e la politica senza qualità

Se c’è un argomento su cui dovrebbe essere insensato scrivere un editoriale, è quello della polemica sulle foibe che è montata in quel di Padova. Le foibe ci sono state? Sì. Si possono censurare i libri? No. Ognuno è libero di manifestare la sua opinione? Sì. Si possono usare le istituzioni a proprio uso e consumo? In teoria no, ma lo fanno tutti. Si può rispondere ad un argomento con un altro argomento? Sì, e sarebbe meglio che rispondere alle sciocchezze con altre sciocchezze. Perché allora ne parliamo? Perché è un esempio di stupidità politica, cecità ideologica, e di uso strumentale della storia, che vorremmo non si ripetesse. Continua a leggere

Passate le elezioni, scomparse le migrazioni: ecco perché…

L’avete notato anche voi? Fino al giorno delle elezioni le discussioni politiche, e le pagine dei giornali, erano occupate ossessivamente dai problemi collegati all’immigrazione. I partiti – i partiti che hanno vinto in particolare – erano una fonte continua di dichiarazioni roboanti, slogan aggressivi, soluzioni definitive o spacciate come tali. E i leader non si risparmiavano prese di posizione forti e denunce radicali. Dal giorno delle elezioni, invece, più nulla. Le priorità sono tutt’altre, gli interessi dei leader anche, i problemi di cui si parla pure. L’immigrazione è scomparsa dai radar della politica e dall’orizzonte mediatico, nonostante le notizie, anche di rilievo, non manchino (le stesse che, prima delle elezioni, avrebbero avuto ben altro risalto: i tweet dei politici, le prime pagine dei giornali, intere trasmissioni in prima serata, i commenti sui social). Eppure proprio questo argomento è stato decisivo nello spostare una grande massa di voti. Come mai non se ne parla più? Continua a leggere

Una società che invecchia: e le sue conseguenze

La rivoluzione demografica che attraversa tutto l’occidente rischia di avere almeno lo stesso impatto di quella tecnologica, ma è molto meno analizzata, e si ha ben poca cognizione delle sue conseguenze. Continua a leggere

L’analisi del voto: luoghi comuni da sfatare

Nella lettura del voto rischiano di passare per dei dati alcuni luoghi comuni che sono, invece, fuorvianti: proviamo a esaminarli. Continua a leggere

Elezioni e passione politica

Alle elezioni del 1948 la posta in gioco era molto alta – o di qui o di là, la Russia o l’America, due mondi ideologici opposti a confronto: e le passioni furono all’altezza della sfida.  Continua a leggere