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Il programma della Lega

Qualche giorno fa ho proposto in un editoriale alcune riflessioni sull’attuale campagna elettorale. Lamentando, in chiusura, l’assenza di elaborazioni di programma. L’analisi cominciava nel modo seguente: “La Lega sembra pensare che il suo programma sia la faccia di Zaia, e probabilmente è vero: anche se, a onor del vero, ha fatto lo sforzo di elaborarne uno (ma chissà se sarà pro o contro il nucleare, per dire)”. Seguiva constatazione della mancanza di programmi degli altri partiti.

Il presidente del gruppo consiliare della Lega Nord in Regione, Roberto Ciambetti, mi rimprovera amichevolmente, nel suo intervento, di essere incappato in un “incidente di percorso” e di aver scritto che la Lega non ha un programma.

Se l’italiano ha un senso, la frase che ho scritto significa precisamente quello che Ciambetti mi rimprovera di non aver scritto. E cioè che la Lega un programma ce l’ha. E che io l’ho consultato con attenzione. Proprio per questo aggiungevo la frase sul nucleare. Perché nel capitolo sulle politiche energetiche (pag.52-54) la parola nucleare nemmeno esiste: è tutto un’esaltazione, assai condivisibile, della green economy. Ma poi a livello nazionale la Lega, con i suoi ministri, si è espressa a favore, il candidato Zaia, anche se ieri si è pentito, aveva detto che è a favore in Italia ma contro in Veneto, e lo stesso aveva fatto Ciambetti in Regione. Per i casi della vita, che a volte sono curiosi, la dichiarazione di Ciambetti era impaginata l’altro giorno esattamente sopra il mio articolo.

Il programma è dunque, su questa come su altre scelte cruciali, opportunamente (opportunisticamente?) assai vago. Non è una specificità solo della Lega, ma non vediamo cosa ci sia di scorretto nel farlo notare.

Ringrazio molto Ciambetti per le sue parole di stima nei confronti del mio lavoro di studioso dell’islam. Tanto più perché su questo molto ci divide: come sulla questione del diritto dei musulmani, come di chiunque altro, di vedersi riconosciuto il diritto, garantito dalla nostra costituzione ma violato da alcuni amministratori della Lega, di poter pregare in propri luoghi di culto (e anche su questo il programma, pagg. 82-88, è stranamente silenzioso, in contrasto con una rumorosa e inesausta propaganda).

Mentre mi è facile tranquillizzare Ciambetti sulla accusa di pregiudizio antileghista. Nel lontano 1992, ben 18 anni fa, ho pubblicato per Garzanti un libro, che ebbe allora un buon successo, intitolato “Le parole della Lega”. Era uno dei primi tentativi di prendere la Lega sul serio, per quello che diceva e non per quello che gli altri dicevano di lei: al punto che in alcune recensioni sulla stampa nazionale mi si accusò di eccessiva condiscendenza. Invito Ciambetti a recuperare quel libro, ormai fuori mercato, in una qualche biblioteca. Non troverà ombra di pregiudizio: ma legittime critiche, ieri come oggi, quelle sì. Magari, la prossima volta, avremo occasione di parlarne sorseggiando un caffè.

Stefano Allievi

Allievi S. (2010), Il programma della Lega, in “Il Mattino”, 9 febbraio 2010, p. 12 (anche la nuova venezia e la tribuna di treviso)

Replica di Roberto Ciambetti all’articolo firmato da Stefano Allievi

Immagino che Stefano Allievi, autore dell’articolo “Regionali, i programmi zero assoluto” pubblicato nei quotidiani Finegil in data odierna, sia il professor Stefano Allievi, noto quanto valente islamista. Se questa mia identificazione fosse esatta sarei ancor più rammaricato nel vedere che un uomo di scienza, la cui analisi non coincide con la mia ma dal quale ho sempre da imparare, sia incappato in un incidente di percorso: il documento programmatico della Lega Nord-Liga Veneta per le prossime regionali è stato reso pubblico nel corso di un convegno a Castelfranco Veneto nello scorso dicembre e dalla metà di quel mese è consultabile sul sito web del gruppo consiliare regionale nonché oggetto di appassionate discussioni nelle nostre sezioni in tutte le città del Veneto. Zaia è il nostro candidato, ma il suo carisma personale non basta per guidare il Veneto verso una nuova storia, e Luca Zaia per primo sa che occorre la sostanza di un programma. Il professor Allievi vedrà che quel programma smentisce la sua analisi, visto che per caratteristiche, temi trattati, proposte, si pone in maniera decisamente innovativa, come la stessa figura di Zaia per altro, su molte questioni, compresa quella del confronto con le altre culture. Talvolta alcune persone, anche le più rigorose e attente, finiscono per cadere nel tranello del pregiudizio: non so se per questo motivo o forse perché non informato, il professor Allievi non si sia documentato sul programma della Lega Nord. Come ben sa il professor Allievi l’ignoranza crea barriere incredibili, genera fantasmi, incomprensioni e, appunto, pregiudizi e preclusioni e non solo nel caso dei rapporti con l’Islam, da lui così a lungo indagato, con risultati di estremo interesse. Il rammarico per le sue parole, dunque, è grande, perché la critica, ingiusta, viene da un uomo dal quale mi dividono tantissime cose, ma che mi ha insegnato molto. Lo dico da leghista e, se permette il professore, da vicentino, conterraneo di quel Giovanni Maria Angiolello che a suo tempo si prodigò per consolidare quel ponte esistente tra Istanbul e Venezia, tra il sultano e il doge, tra la Serenissima e la Sublime Porta. Queste mie parole, per altro, vanno altrettanto bene, se il signor Stefano Allievi non è il noto islamista: il rammarico sarebbe lo stesso e uguale sarebbe la considerazione sulla genesi dei pregiudizi, che talvolta nascono per caso e si sviluppano per necessità. Una necessità urgente, di questi tempi, contro una Lega forte nelle idee e negli uomini.

Roberto Ciambetti

Presidente Gruppo Consiliare regionale Lega Nord

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