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Scandalo pedofilia: L’intoccabilità della chiesa

Lo scandalo della pedofilia si sta rivelando più devastante del previsto per la Chiesa cattolica. Non è più considerabile solo come un fatto occasionale (che riguarda poche persone), localizzato (solo in alcuni paesi), e temporaneo (si rivela anzi una tendenza profonda e di lungo periodo). E viene sempre più percepito, nel dibattito pubblico, con una gravità particolare, che va al di là dell’odiosità del fatto in sé, finendo per toccare almeno tre pilastri fondamentali.

Il primo, quello emerso maggiormente, è forse il meno importante: la questione del celibato ecclesiastico. La società comincia a interrogarsi sul fatto che, pur essendo una libera e autonoma scelta della Chiesa cattolica, non è più considerabile solo un fatto interno ad essa, perché ha conseguenze che la trascendono. Tra pedofilia, preti con prole più o meno nascosta, omosessuali occasionali, o semplici consumatori di pornografia, la cronaca mostra sempre più spesso una verità ben conosciuta all’interno della Chiesa, ma malvolentieri evocata: la frequente fragilità dell’identità sessuale ed emotiva di una parte – minoritaria, va detto, ma significativa – del clero. Tema su cui tuttavia, all’interno, si evita accuratamente di dibattere. Se ne parla, se ne sussurra, ma ci si rifiuta di trarne le conseguenze. Che sono anche più serie e gravi in altri contesti, come in Africa o in America Latina, dove la scelta in sé è spesso malintesa quando non irrisa, e il problema comincia già nei seminari. Del resto, che non sia dogma ma tradizione, peraltro iniziata circa un millennio dopo Cristo (e non condivisa dall’ortodossia e dal protestantesimo) è cosa nota, ed è un aspetto non marginale delle difficoltà del dialogo ecumenico. Anche i laici, e in particolare i laici cristiani, i praticanti, oggi cominciano a chiedersi se non sia lecito, su di essa, aprire un dibattito franco.

Il secondo pilastro è di principio: legato al diritto di controllo dell’opinione pubblica, e al ruolo della legge civile e della giurisprudenza. La Chiesa non ama né la pubblicità né il dibattito interno, specie se coinvolge anche i laici. Basta leggere la stampa cattolica, soprattutto in Italia, per rendersene conto: schiacciata sulle posizioni dei vertici, al punto che quando si alza qualche voce dissonante, ciò che dovrebbe essere normale, fa notizia di per sé. E, quando ha potuto, ha cercato, spesso con successo, di sottrarsi alla legge e alla giurisdizione italiana (chi non ricorda gli scandali dello Ior?). E’ quanto troppo spesso è avvenuto a proposito di pedofilia, con conseguenze gravissime, che ora si ritorcono contro la Chiesa stessa. L’opinione pubblica non accetta più che qualche cittadino voglia considerarsi al di sopra o a parte rispetto alla legge, anche se, e forse tanto più, se si tratta di un ecclesiastico, che dovrebbe essere e comunque si pone anche come esempio morale.

Il terzo è un aspetto più sociologico: l’intangibilità della Chiesa in quanto istituzione. in Italia in particolare, parlare male della Chiesa, nello spazio pubblico, è difficile. Detestata magari in privato, è ossequiata in pubblico, soprattutto dalla politica, spesso al di là del lecito, e non di rado da clericali senza fede, che ne strumentalizzano il messaggio o si prodigano nel compiacerla con l’auspicio di ricavarne consenso. In qualche modo, a seguito di questi scandali, la società sembra aver trovato il modo di poter legittimamente criticare la Chiesa. Al punto che è cominciata una ricerca dello scandalo talvolta pretestuosa, nella misura in cui va a scoperchiare episodi di venti o trent’anni fa usandoli, in questo illegittimamente, come criterio interpretativo della Chiesa di oggi, o della Chiesa in sé. Una conseguenza ingiusta. Che tuttavia è almeno in parte la conseguenza inevitabile e in qualche modo meritata di comportamenti di separatezza e di presunzioni di intoccabilità troppo a lungo praticati. L’auspicio, naturalmente, è che servano da lezione per il domani. Nel riaprire il dibattito, interno in primo luogo, sul ruolo stesso della Chiesa nella società.

Stefano Allievi

Allievi S. (2010), Scandalo pedofilia: L’intoccabilità della chiesa, in “Il Piccolo”, 15 marzo 2010, pp. 1-2

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