stefanoallievifoto logo stefano allievi










Apertamente Blog Appunti dalla crisi italiana


twitter allievi facebook allievilinkedin allievifeed allievi

Vanno tagliati i veri costi della politica italiana

“Tagliare i costi della politica” è un bello slogan. Che finora ha prodotto il taglio del numero di consiglieri comunali che prendevano indennità da pochi euro, e poco altro. Allontanando persone che dalla politica non guadagnavano nulla dai meccanismi della partecipazione democratica, senza alcun vantaggio reale per le casse dello stato e dei comuni.

Ora Calderoli propone il taglio al 5% delle indennità di parlamentari e ministri: 4 milioni di euro per i primi, l’equivalente di 7 ore di volo degli aerei blu per i secondi, come hanno calcolato i soliti Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo. Briciole. Che nascondono il vero problema. Che non è nelle indennità, ma nei benefici correlati al ruolo. Per dire, un politico ci costa molto di più in annessi e connessi (dai portaborse alle auto blu alle vacanze a spese dello stato) che in indennità. E, peggio, ci costa molto di più quando smette di esserlo (in pensioni, benefit, e magari scorte inutili) che non mentre lavora per noi.

Un secondo problema sta nell’uso degli strumenti della politica in maniera formalmente legale, ma producendo effetti perversi. Come ricordava Max Weber, c’è chi vive per la politica, e c’è chi vive della politica. I primi sono pochi, i secondi sono molti e famelici. E tengono famiglia, per cui accumulano cariche per i tempi bui (sommando quelle in parlamento o in regione con altri enti e consigli d’amministrazione di nomina pubblica), fanno far carriera alla moglie in un ente o fanno arrivare consulenze pubbliche al fratello. O, da parlamentari, per aggirare il divieto di assumere come segretari i parenti stretti, assumono ciascuno la moglie dell’altro. O ancora, da leader di partito, fanno eleggere il proprio figlio, bocciato tre volte alla maturità, come più giovane consigliere della Lombardia. Tutti esempi che abbiamo preso, non a caso, dallo stesso partito di Calderoli. Certo, così fan tutti, e altri magari fanno peggio. Ma, appunto, come diceva qualcuno: chi è senza peccato… Che almeno, da membri della casta, si abbia il pudore di non usare la retorica dell’anti-casta.

Un terzo problema è dovuto all’arricchimento personale al di fuori della politica. Come diceva Balzac, a dimostrazione del fatto che si tratta di un male antico, “un uomo politico è un uomo che è entrato negli affari, o sta per entrarvi, o ne è uscito e vuole rientrarvi”. E se Tangentopoli ci ha mostrato che, almeno in parte, si rubava per il partito, gli affari della cricca ci mostrano che oggi si ruba solo per se stessi, e senza alcuna vergogna. Non sono casi singoli, mele marce, episodi eccezionali, come si fa finta di dire: ma un sistema ben oliato e organizzato, ordinario e familiare, accettato e condiviso – fisiologia del sistema, non sua patologia. Ma il suo costo, che ricade sulla collettività, è fatto di spese inutili, di appalti gonfiati, di benefici personali (magari con vista sul Colosseo), che incidono ben oltre quel fatidico 5%.

Il quarto e più grave costo della politica è tuttavia un altro: sta negli sprechi, nelle inefficienze, negli enti inutili, negli stipendi non meritati, nella mancanza di pianificazione, nelle spese senza criterio e senza progetto, nei controlli mancati, nell’incompetenza, nella perversione del mercato e nell’umiliazione del merito. E in tutto ciò che uccide la fiducia, l’energia e la volontà di innovazione.

Per cui bene il taglio del 5%. Magari anche del 10. E delle indennità. E della metà dei parlamentari. E della metà delle spese di camera e senato. E degli uffici stampa della regioni. E degli enti. E si promuova la trasparenza dei bilanci e l’anagrafe degli eletti. E non si nominino i propri uomini per fedeltà di partito anziché per merito, applicando un feroce spoil system. Allora forse i cittadini ritroveranno fiducia, e non penseranno di trovarsi di fronte all’ennesima trovata pubblicitaria.

Stefano Allievi

Allievi S. (2010), Vanno tagliati i veri costi della politica italiana, in “Il Mattino”, 19 maggio 2010, pp. 1-5 (anche ‘La Nuova di Venezia’ e ‘La Tribuna di Treviso’)

Leave a Comment