stefanoallievifoto logo stefano allievi










Apertamente Blog Appunti dalla crisi italiana


twitter allievi facebook allievilinkedin allievifeed allievi

I ‘Responsabili’ e la prostituzione in politica

20 gennaio 2011

La nascita, proprio adesso, di un nuovo gruppo parlamentare a sostegno di Berlusconi, è una notizia che supera qualsiasi riflessione sul trasformismo o il bisogno di casacche di questo o quel parlamentare. Che un gruppo di personaggi in cerca d’autore – da Calearo ex-Pd a Scilipoti ex-Italia dei Valori, da Cesario ex-Api a Pionati ex-Udc, da Moffa ex-Pdl e Fli a Sardelli di Noi Sud, a testimonianza di un encomiabile ecumenismo e di larghissime vedute – decida, risottolineiamo, proprio ora, a prescindere da tutto e a dispetto di tutto (“facendo finta di tutto”, avrebbe detto Flaiano), di offrirsi al miglior offerente, che non c’è dubbio è Silvio Berlusconi, è sintomo di una malattia assai più diffusa, e nemmeno vista come tale, che colpisce il Paese.

Nel momento più basso dell’etica pubblica e della morale privata del cavaliere, venti nuovi parlamentari si mettono – naturalmente per senso di responsabilità, e ci mancherebbe (così si chiama il gruppo: Iniziativa Responsabile) – al suo servizio: con il compito di schiacciare il pulsante del voto a comando, e da questo soltanto uniti (dove il progetto politico? le idee sull’Italia? le proposte di riforma?). Il fatto, dopo tutto, merita qualche considerazione. Non solo il premier non perde consenso, ma in quel mondo tutto particolare che è il ceto politico ne guadagna persino.

Colpisce anche il riflesso condizionato dei suoi, la totale mancanza di critica interna al suo partito: lo schierarsi sempre e comunque dalla sua parte, difendendo l’indifendibile. Certo, è un parlamento di nominati, non di eletti: di dipendenti e di domestici, quindi. Il controllo assoluto del destino politico dei suoi, l’assenza completa di democrazia nel partito di cui è leader (e l’accettazione senza fiatare di questo stato di cose, in un partito che non ha mai celebrato congressi ma solo organizzato happening e passerelle), fanno di Berlusconi, più che un leader politico, una figura a metà tra il guru religioso, capace di succhiare se non l’anima almeno l’indipendenza di giudizio dei suoi seguaci, e l’imperatore (immagine certamente più consona all’opinione che ha di sé), la cui corte non ha il coraggio di contraddirlo. E che considera l’accettazione dei capricci del capo come prassi.

La norma – il valore di riferimento che guida l’azione – è fare ciò che dice chi paga, qualunque cosa sia, anche lo scambio più volgare. In questo senso ci pare che questa morale, che è il segno più forte di una cultura apparentemente dominante, sia altrettanto ben interpretata dagli uomini come dalle donne che circondano il capo, le cui carriere sono in entrambi i casi legate all’unico merito della fedeltà cieca e assoluta e dell’asservimento ai suoi voleri. La predisposizione e il voto delle leggi ad personam per difendere Berlusconi dalla magistratura sono dopo tutto forme di prostituzione più gravi della cessione del proprio corpo di una escort che non ha responsabilità pubbliche. E proporre carriere nello spettacolo o – questa la novità rispetto ai sciur e alle cocottes del passato – persino politiche, e a spese del contribuente, alle animatrici dei festini del capo – e accettarle, da parte dei maggiorenti del partito – è assai più grave che sperarci, da parte delle animatrici in questione.

Stefano Allievi

Leave a Comment