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Voto, niente sarà più come prima

Le elezioni amministrative, in Italia, hanno sempre assunto una certa valenza politica. Ma oggi il loro segnale è enormemente maggiore: esse hanno intercettato e sancito un cambio radicale di sistema, una svolta politica di cui misureremo i clamorosi effetti nei prossimi mesi. Niente sarà più come prima.

E’ l’inizio della fine dell’era berlusconiana. La sua agonia potrà forse essere lunga, i colpi di coda anche pericolosi, i rischi delle sue derive anche più grotteschi di quanto abbiamo visto finora, i comportamenti persino più eccentrici perché più disperati, ma il suo destino è segnato. Un’intera epoca storica che, nel bene e nel male, ha segnato questo Paese in maniera radicale, nella sua psicologia profonda, nella sua cultura e nella sua antropologia, prima ancora che nella politica e nell’economia, comincia a finire. E lo sa. I segnali saranno clamorosi. Beghe di cortile e di vicinato, lotte di cortigiani alla ricerca dell’investitura del principe, sordide congiure, tutto è possibile, tutto forse accadrà, ma il segnale più evidente della fine di un regime lo darà la fuga dei topi dalla nave che affonda, di cui già si intravedono i segni, anche se per ora la chiglia è solo incrinata. Ma i topi lo sanno d’istinto quando è il momento di abbandonare anche il più ricco dei galeoni…

E’ l’inizio della fine, però, anche dell’opposizione così come l’abbiamo conosciuta fino ad ora. Con uomini nuovi, e ricomposizioni radicali al centro come e soprattutto a sinistra. Chi ha vinto non sono i rappresentanti dei partiti tradizionali. Anche qui è cambiato tutto. E i partiti che il centro-sinistra rappresentano non potranno fare finta di non accorgersene, pena la loro progressiva irrilevanza, ma anche il non consentire al Paese di approfittare di un’occasione storica. Il segnale più forte del cambiamento l’hanno dato infatti i ballottaggi di Milano e Napoli, dove hanno vinto candidati che si sono imposti da soli, anche contro o meglio al di là delle sigle di partito come oggi le conosciamo, a dispetto di tutto e di tutti. Un segnale di cui non si potrà non tener conto. L’opposizione ha oggi di fronte la sfida più difficile, e a cui sembra meno pronta: quella di dare risposte originali a una sfida del tutto nuova, anziché continuare a proporre uomini e simboli di ieri per risolvere i problemi di oggi e di domani. Dai ballottaggi arriva un segnale che questo è possibile, ma solo a condizione di scompaginare le logiche finora imperanti, e una ventata di energia. All’opposizione, oggi, sta la responsabilità di non farne l’ennesima occasione sprecata.

Stefano Allievi

Allievi S. (2011), Voto, niente sarà più come prima, in “Il Mattino”, 1 giugno 2011, p. 15

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