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Apertamente Blog Appunti dalla crisi italiana


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Contraddetti

Ci provo. Inizio oggi un nuovo blog. Perché facebook è dispersivo, twitter troppo sintetico, e a dirla tutta lo uso poco e male. E “Appunti sulla crisi italiana”, il blog che tengo sul Mattino, è più ufficiale, in qualche modo, essendo ospitato sul sito di un quotidiano. Mentre talvolta c’è bisogno di dire qualcosa di più, e magari più informalmente: solo per pochi affezionati, che magari non frequentano i social network, ma che condividono un’impostazione interpretativa, una lettura dei fatti, o anche solo il desiderio di volerli discutere e approfondire a una certa maniera. E anche di articolare un discorso che si sedimenti nel tempo, che ritorni sui temi trattati, che contribuisca a costruire uno schema interpretativo, se ci si riesce. Questo, comunque, l’obiettivo.

Per cui, da oggi, mi si trova qui (http://www.facebook.com/pages/Stefano-Allievi/241451522622247 e http://www.facebook.com/profile.php?id=618775922), qui (@stefanoallievi), e qui (http://appuntidallacrisiitaliana-padova.blogautore.repubblica.it/), ma anche qui dove sono e dove siete adesso. Speriamo non manchino le occasioni di incontro…

Il nome, “Contraddetti”, l’ho rubato a Karl Kraus. Il suo libro di aforismi “Detti e contraddetti”, letto in gioventù, e che mi ha spinto poi a leggere tanti altri suoi scritti, mi ha segnato – negli anni in cui è più facile lasciarsi segnare – come un’ispirazione e come un riferimento.

Nello stile. Perché certo, purtroppo, io non scrivo come Kraus, e non sinteticamente come i suoi aforismi insegnano. Ma anche lui, dopo tutto, aforismi a parte, peraltro tratti spesso da testi più ponderosi, scriveva così tanto e così a lungo da redarre per anni praticamente per intero la rivista che ha fondato e diretto, la Fackel, e senza nemmeno andare a capo, tanta era l’urgenza di dire. E non per vanità o egocentrismo: ma per il bisogno assolutizzante di capire, di approfondire, di leggere e di chiosare la realtà, non da fuori, ma collocandocisi dentro. Io scriverò meno: non reggerei quel ritmo. Ma vorrei scrivere con quella passione.

Nei contenuti. Perché Kraus aveva la singolare capacità di occuparsi dei fatti apparentemente più futili e irrilevanti collocandoli in un quadro interpretativo più ampio, oppure dei grandi temi eterni dell’umanità, con la stessa passione e la stessa voglia di capirci qualcosa. E lo stesso impellente bisogno di partecipare, di giocare in prima persona la sua capacità e la sua figura pubblica, di indignarsi, anche, di schierarsi, di scegliersi i propri nemici.

Io ambisco a meno. Ma, in sedicesimo, non è male scegliersi esempi di riferimento più alti di sé. “Contraddetti” è quindi un omaggio. E, come lascia trasparire il nome, una scelta di campo.

Da domani il primo post.

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