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Apertamente Blog Appunti dalla crisi italiana


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Grazie Rosy

Ieri sera, per la prima volta da molto tempo, Rosy Bindi mi ha dato delle belle soddisfazioni.
Sì, perché mostrando in diretta, commentando i risultati del primo turno delle primarie, la sua ottusità ideologica, la sua parzialità ossessiva, la sua fastidiosa pregiudizialità, la gratuità dei suoi insulti a una parte significativa del PD e all’intelligenza dei suoi iscritti ed elettori, si è di fatto autosospesa dalla presidenza del Partito Democratico.
Mi ha fatto molto piacere misurare il disagio che hanno provato i miei amici che hanno sostenuto Bersani nell’osservare la sua performance, perchè è prova della loro correttezza, e del fatto che il partito è molto migliore di alcuni suoi dirigenti. Le sue parole sono state invece la prova provata che, almeno in questo, aveva ragione Renzi: che troppo potere, per troppi mandati, con troppi privilegi, provoca un distacco dalla realtà che è inaccettabile per un politico.
Sappiamo che non si dimetterà: non ha la dignità delle dimissioni, forse perché, ed è un’aggravante, non si rende nemmeno conto di quello che fa e che dice. Sappiamo anche che non si accorgerà nemmeno di non essere più, agli occhi della maggioranza degli iscritti al PD, all’altezza del ruolo di presidente. Ma sappiamo che da ora in poi non la prenderà sul serio più nessuno. Si è autodelegittimata: qualche comparsata in tv, un’intervista ogni tanto, un libro di memorie in prospettiva. Ma il suo ruolo politico è finito. Male, per sua scelta e responsabilità.
Aspettiamo con ansia, adesso, le motivazioni con cui ci chiederà la deroga… Così, per sorridere un po’. Ma con dispiacere, e con amarezza.

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