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Il carisma di Renzi e quello di Grillo

Esistono solo due leader carismatici, in questo momento, sulla piazza politica. Uno è Beppe Grillo, l’altro è Matteo Renzi.

Le differenze di stile politico, prima ancora che di linea politica e di obiettivi strategici, sono tuttavia molte. Entrambi sanno tenere la piazza. Entrambi sono capaci di improvvisare, di fare battute, di rendere la politica spettacolo, nel senso nobile. Come lo era anche nell’agorà greca, o in certe tenzoni retoriche romane. Entrambi sanno parlare a braccio, e farsi comprendere da tutto il pubblico presente. Ma la principale differenza tra loro sta nella loro storia, che si riflette nel loro stile e a maggior ragione nella loro proposta. Grillo nasce come uomo di spettacolo, improvvisandosi politico solo in seguito: la sua capacità dialettica è quindi più forte nella pars destruens. Renzi nasce invece come politico, ma capace anche di far spettacolo: magari un po’ meno graffiante nella pars destruens, ma in compenso capace di esercitarsi anche nella pars construens, riuscendo a far immaginare un mondo diverso (cosa su cui Grillo è assai più balbuziente, limitandosi a vaghissimi cenni programmatici). Ciò è dovuto al fatto che Renzi era già sindaco di una grande città come Firenze, dopo aver vinto delle difficilissime primarie contro il suo stesso partito, quando è stato proiettato dalla visibilità mediatica delle primarie per la premiership sul palcoscenico nazionale; mentre Grillo non ha mai amministrato e governato altro che il proprio blog. E la differenza, in questo, si sente.

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