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E’ tornata la prima repubblica

E’ tornata la prima repubblica. Nel linguaggio e nei contenuti. E’ tornata la “verifica”. E’ tornato il “logoramento”. E’ tornata l’aggettivazione roboante per vicende, in se stesse, inconcludenti: l’“indebita interferenza”, l’“atteggiamento arrogante”, l’“evoluzione inquietante”. Sono sempre lì i personalismi, le egolatrie: mentre impazzano, come d’abitudine, i retroscena implausibili, i segreti di Pulcinella, le paroline sussurrate al giornalista. Una ritualità da sfarzosa e nullafacente corte barocca, per una paese che si può permettere a stento la grigia ordinarietà attiva di un consiglio comunale di paese. Tutto questo per parlare, per l’ennesima volta di niente: di parole, non di cose. Di tattiche, non di progetti. Di destini personali, non di destinazioni collettive. Soprattutto, per parlare ancora di loro: di partiti, di politici. Mentre l’Italia affonda, il debito risale insieme allo spread, e la credibilità del paese ridiscende.

Quello che è peggio, è che la cosa funziona. Ne parliamo, di loro. Mediaticamente, in un paese dove il giornalismo rispecchia perversamente la politica, la cosa funziona: le prime pagine sono tutte per loro. E anche le pagine interne. E i nostri editoriali. Troppo, perché la smettano e comincino a fare, davvero, politica: che significa decidere tra alternative possibili – sulla base, possibilmente, di un disegno, e in coerenza con dei valori guida.

Così, ci ritroviamo a parlare, un giorno sì e uno pure, di minacce di elezioni, in un paese che vorrebbe una sola cosa: un governo. E possibilmente un governo stabile, che facesse qualcosa. Si spiega così, e solo così, il paradosso dei sondaggi. Che misurano un consenso crescente ai principali partiti dell’alleanza di governo (più 5% al PDL, più 3% al PD, rispetto alle elezioni), e allo stesso premier Letta, proprio nel momento in cui sono più esplicite le divisioni tra di loro, e più evidente la loro incapacità (o mancanza di volontà) di governare davvero, e l’impossibilità del premier di esercitare la premiership. La cosa è ancora più paradossale perché oggi PD e PDL hanno da soli più della metà dei consensi: la maggioranza assoluta che non avevano dopo le elezioni. E, visto che al governo insieme ormai ci sono, potrebbero fare quel che vogliono – o attuare una politica purchessia – se solo lo volessero. Il paese sarebbe con loro: non per entusiasmo, ma per mancanza di alternative. Perché le famiglie e le imprese non vogliono elezioni, e non vorrebbero sorprese. Vorrebbero occuparsi delle decisioni importanti da prendere in una situazione di crisi interna e di contingenza internazionale difficile, di sacrifici (altri) da fare, di priorità strategiche e di modi di vivere e di lavorare da rivedere.

E invece no. Il nostro ceto politico, mostrando una volta di più la sua distanza dal paese reale, ci dà le sorprese, e forse le elezioni, ma non il governo, non le decisioni, non il ripensamento delle priorità e la revisione delle scale gerarchiche, tanto meno una riflessione sui valori di fondo, sul cemento che tiene o dovrebbe tenere insieme la società.

Il PDL, ottenuto il contentino di bandiera dell’IMU da spendere in campagna elettorale (che il governo, contro ogni sensatezza tattica, ma soprattutto contro ogni principio di giustizia fiscale e redistributiva e di priorità economica, gli ha dato), si stringe intorno al suo leader, con una mancanza di dialettica interna e un servilismo inquietante, e minaccia crisi a giorni alterni (anche questo un ritorno alla prima repubblica). E il PD, per il motivo opposto, per troppa dialettica interna e per evidente mancanza di leadership (che a sua volta dipende dalla mancanza di strategia, che a sua volta dipende dalla non chiarezza sui valori di riferimento e le strade da percorrere), non sa proporre un’agenda alternativa a queste continue arlecchinate.

Buongiorno, Italia. E anche oggi tiriamoci su le maniche, e torniamo al lavoro.

Il ritorno alla prima repubblica, in “Mattino” Padova, “Nuova” Venezia, “Tribuna” Treviso, “Corriere della Alpi”, 29 settembre 2013, p.1

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