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Dopo Francesco. La debolezza della politica

L’attivismo di papa Francesco spinge a ripensare il rapporto tra la chiesa e la politica laica: soprattutto in Italia. E’ utile farlo partendo da una distinzione notoriamente artificiosa: quella tra cattolici e laici. Sapendo che laici sono anche i cattolici che non fanno parte del clero (da laos = popolo), e tra i non credenti vi sono spesso dei clericali senza fede. Intendiamo qui per laici, come nel linguaggio comune, i non appartenenti ad alcuna confessione religiosa.

Dal lato della chiesa abbiamo, oggi, un papa inusuale per stile e contenuti, che scrive a un giornale laico e tradizionalmente poco tenero con la chiesa, che esprime solidarietà agli immigrati e a chi li accoglie, che si mescola agli operai sardi, che incontra i poveri ad Assisi, che telefona a studenti disoccupati e ragazze madri, che si fa intervistare da giornali cattolici e laici parlando di poveri, omosessuali, donne, divorzio, e anche di se stesso e del proprio percorso di fede, macinando giudizi teologici che sembrano politici (con la frase “non sono mai stato di destra” su cui si sono interrogati in molti, ma che era riferita al proprio autoritarismo, ai tempi in cui era vescovo a Buenos Aires). Ci voleva la novità di linguaggio e di contenuto di un papa Francesco, perché questo accadesse, o emergesse. Ma la cosa va oltre la figura del pontefice. E viene da lontano.

Non è una nuova offensiva clericale, né un’abile e campagna d’opinione vaticana: che, se fosse stata il frutto del lavoro di una agenzia di pubbliche relazioni, dovrebbe essere pagata a peso d’oro. E’ invece la presa d’atto di una svolta, di un cambio di tendenza: che c’entra anche con la politica, i cui valori hanno dettato per molto tempo l’agenda collettiva del paese.

Etica, lavoro, cultura, dialogo, solidarietà (e più concretamente poveri, disoccupati, marginali, malati, disabili, anziani, immigrati): persino innovazione, riforma, rivoluzione. Sono parole tipiche della declinazione dei valori nel dibattito sociale. Tipiche della politica. Tipiche dell’impegno civile. Eppure si sentono sempre meno, o sono declinate sempre peggio, nel linguaggio politico quotidiano. Che si mostra sempre più incapace di esprimerle, di dirle, forse anche privo della capacità di pensarle in maniera attuale ed efficace (e questo, che sia politica ispirata a valori laici o religiosi: entrambe, oggi, in declino). E finiamo per ritrovarle nelle parole solo apparentemente nuove di un papa e della chiesa.

Certo, sono solo parole. Non sono la realtà, anche quando la auspicano e cercano di costruirla. La chiesa cattolica, per capirci, non è improvvisamente diventata santa, virtuosa, laica, dialogante, priva di scandali: l’operazione di chiarificazione interna, prima ancora che quella di pulizia, è appena cominciata, sarà dolorosa, e durerà a lungo. Né ha intenzione di diventare un attore politico: il papa è stato esplicito, in questo. Eppure in qualche modo, sul piano culturale, sta accadendo.

Perché sono comunque parole significative. Più significative di quelle della politica di oggi, per come viene vissuta e ancor più per come viene raccontata dai mass media: basata come è solo su personalismi e retroscena, senza pathos e senza prospettiva, bassa nei modi, nel linguaggio e negli orizzonti che prospetta. Non si tratta, come una volta, di ingerenza della chiesa nello spazio proprio della politica. Allora era un confronto in certo modo tra pari, tra valori concorrenti. E’ altro, e più profondo: appare quasi una sostituzione. Ma non di valori con altri valori: più profondamente, di un vuoto con un pieno. E’ nel deserto valoriale e comunicativo della politica che si fa strada con più efficacia il messaggio della chiesa. E in un certo senso non è – o non è solamente – una buona notizia: né per la chiesa né per la politica.

Una fede forte ha bisogna di una laicità politica matura. E viceversa: una laicità politica forte ha bisogno di una fede e di una cristianità matura. Se uno dei due soggetti è debole, a risentirne è l’equilibrio complessivo della relazione. Come in qualsiasi relazione, del resto.

Politica debole e chiesa forte, in “Mattino” Padova, “Nuova” Venezia, “Tribuna” Treviso, “Corriere delle Alpi”, 7 ottobre 2013, p. 1

Politica laica e le parole di Francesco, in “Piccolo”, 7 ottobre 2013, p.1

Fede e politica, la svolta di Francesco, in “Messaggero veneto”, 7 ottobre 2013, p.1

Politica debole e chiesa forte, in “Gazzetta di Reggio”, 8 ottobre 2013, p. 1

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