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Due parole sull’amnistia

Il mio primo atto politico, a 18 anni, è stato firmare per dei referendum radicali.

Il mio primo voto è stato radicale.

Ho sempre seguito da vicino e con condivisione le battaglie radicali sul carcere e sulla riforma della giustizia (quelle che il PD ha sempre avversato, per intenderci: dalla responsabilità civile dei magistrati alla separazione delle carriere al processo breve, quello vero).

Infine, a differenza di quasi tutti i miei compagni del PD che ora sbraitano (a cominciare immagino dal sobrio compagno Zanonato, che dall’alto della sua lungimiranza ha paragonato Renzi prima a Schettino e ora a Grillo; a noi, che nella città che Zanonato ha governato ci viviamo, basta paragonare la qualità della vita a Padova e a Firenze per rispedire al mittente tali incauti e arroganti giudizi…), ho firmato tutti e dodici gli ultimi referendum radicali.

Ma credo che sull’ultima proposta di amnistia, che nessuno ha mai voluto fino a ieri, e che improvvisamente, da quando l’ha chiesta Napolitano e da quando Berlusconi è stato condannato, per ragioni diverse ora vogliono tutti (dal PDL che ha sempre sbraitato contro ai miei compagni del PD che non si sono mai posti il problema), Matteo Renzi abbia sacrosantamente ragione.

L’amnistia – necessaria non in sé, ma per il sovraffollamento e la conseguente inumanità della condizione carceraria – è sempre un insulto alle vittime dei reati. La logica è la stessa dei condoni: è sempre un regalo ai furbi e un insulto agli onesti. Per i condoni si è sempre detto che l’ultimo sarebbe stato l’ultimo, e così non è mai stato. Per l’amnistia lo stesso.

Allora forse è più intelligente andare alla fonte del problema: chiudere il rubinetto che riempie anziché aprire il tappo che svuota. Vogliamo fare qualcosa di utile e rapido per ridurre la popolazione carceraria? Depenalizziamo il reato di clandestinità (come ha proposto anche Renzi: altro che Grillo, che è contrarissimo, caro Zanonato – a proposito, non ho sentito pronunciamenti zanonatiani in proposito altrettanto espliciti), cambiamo con un articolo la Bossi-Fini e la Fini-Giovanardi (cosa su cui è contrario anche molto PD e molti sindaci-sceriffi – e peraltro, capisco che farlo con l’alleato Giovanardi al governo sia oggettivamente un problema…). E le carceri si svuoteranno immediatamente. Migliorando ampiamente la qualità della vita sociale, anziché peggiorarla.

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