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Criteri per il voto europeo

Se ne parla poco, e un calo di partecipazione è largamente previsto: eppure le prossime elezioni europee avranno un’importanza maggiore che in passato. Per molte ragioni.

Intanto perché l’Europa, con tutti i suoi limiti di visione e di capacità d’azione coordinata, ha assunto un ruolo sempre più decisivo nel nostro immaginario, così come nelle nostre pratiche sociali, e concretamente nella nostra vita quotidiana di individui e di soggetti economici, nel bene e anche nel male. E perché sarà chiamata sempre più a un ruolo politico effettivo, non più solo simbolico, o economico-finanziario. Non solo l’euro è una realtà: lo sono anche le istituzioni europee e molte forme di riconoscimento e tutela dei diritti anche individuali (pensiamo alla corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo), nonché di effettiva cittadinanza europea, dalla libera circolazione al riconoscimento di molti diritti fondamentali o, banalmente, dei titoli di studio. Insomma, siamo già molto più europei di quello vorremmo e spesso di quello che sappiamo. Per questo motivo è bene darci qualche criterio per esprimere il nostro voto. E, qualunque partito vogliate votare, ve ne proponiamo alcuni.

Primo. Per la prima volta quest’anno si eleggerà direttamente anche il presidente della commissione europea: che non sarà più, quindi, deciso dai governi. I candidati sono già designati, e li determineremo con il nostro voto. Se voteremo per un partito che fa parte dei popolari europei (Forza Italia o NCD), voteremo automaticamente per il lussemburghese Jean Claude Junker. Se voteremo per un partito che si riconosce nelle famiglia socialista (come il Partito Democratico), voteremo automaticamente per il tedesco Martin Schulz. E così per i candidati minori. Ma non voteremo un’appartenenza nazionale, bensì progetti politici assai differenti tra loro, che determineranno in modo radicalmente diverso le nostre vite. Per questo è importante dedicare un po’ di tempo ad informarsi sulle biografie dei candidati presidente e i loro programmi. Davvero, non sono la stessa cosa. Mentre chi voterà per partiti che non hanno effettuato alcuna scelta (come il Movimento 5 Stelle), sappia almeno che non sa chi voterà.

Secondo. Alle europee non si vota per il proprio territorio. Già alle politiche vige il divieto di mandato imperativo: anche se sappiamo bene che un parlamentare è comunque in grado di dirottare qualche risorsa verso la propria città. Alle europee non è così. Interlocutori privilegiati dell’Europa, oltre agli stati, sono semmai le regioni, cui spettano ampie competenze di promozione di progetti e di spesa, o le città che cooperano in network sulla base di progetti europei (le smart cities o le città interculturali, ad esempio). E’ inutile e provinciale votare un candidato perché è della vostra città. Se lo conoscete e lo stimate, ha senso che gli diate la vostra preferenza. Ma se è solo perché è quello che in linea d’aria abita più vicino a casa vostra, lasciate perdere e cambiate criterio di scelta: non ve ne verrà niente, in ogni caso.

Terzo. In Europa contano le professionalità, i dossier di cui ci si occuperà e le capacità per farlo. E’ meno importante che si abbia una lunga carriera politica alle spalle (locale o nazionale che sia): è più rilevante che si sappia di cosa ci si vuole occupare, e come. Una competenza significativa, politica o meno, in un dato settore, e magari una buona conoscenza di almeno un paio di lingue straniere, per favorire le relazioni personali e la comprensione immediata di testi e documenti, è molto più importante di una storia pregressa anche lunga di cariche ed onori. L’Europa non è una discarica di carriere per le quali non c’è più spazio a livello nazionale, o una prebenda di prestigio da offrire a questo o quel cortigiano, anche se troppo spesso i partiti l’hanno usata in questo modo. Di questa scelleratezza stiamo pagando, senza avvedercene, un prezzo enorme. E’ ora di voltare pagina.

Inutile dire che, con questo, vogliamo suggerire di esprimerlo, un voto europeo. Possibilmente con la testa anziché con lo stomaco.

Il nostro voto deciderà la politica UE, in “Mattino” Padova, “Tribuna” Treviso, “Messaggero” Veneto, “Corriere delle Alpi”, lunedì 19 maggio 2014, p.1

Tutti i perché del voto alle europee, in “Piccolo” Trieste, 22 maggio 2014, p. 1

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