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Elezioni locali: io voto PD, io voto Michele Schiavo

Domenica 25 maggio si vota, oltre che per le europee, per il sindaco di Cadoneghe.

Ci abito da oltre un decennio. Il più intenso, il più ricco di esperienze. Qui si è formata la mia famiglia, qui sono cresciuti i miei figli.

Qui mi sono impegnato anche nella politica attiva. Qui, quando è nato il Partito Democratico, mi sono iscritto per la prima volta, dopo tantissimi anni, ad un partito: con convinzione. Che non ho perso. E che si è rafforzata da quando leader del PD e premier è Matteo Renzi, che ho sostenuto fin da quando era ancora e soltanto il sindaco di Firenze.

Già alle primarie mi ero espresso a favore di Michele Schiavo, candidato sindaco del PD. L’ho conosciuto prima ancora che facesse politica, nell’ambito del volontariato sociale. E poi anche come amministratore. Lo conosco come persona onesta, corretta, propositiva: che non mette al centro se stesso, ma il lavoro che è impegnato a fare. Già questo mi basta: perché non è frequente, tra chi fa politica. In più ha il senso della squadra, e sa il valore del fare gruppo con chi sta intorno a lui, e insieme a lui persegue l’obiettivo di governare Cadoneghe al meglio.

Michele fa già parte della giunta, dove è impegnato da una legislatura come assessore: ha imparato a conoscere la macchina, e a darsi fare con serietà, determinazione e progettualità. E nello stesso tempo senza la pretesa – diffusa – di avere in tasca tutte le risposte, tutte le ragioni e tutte le soluzioni. Con uno stile politico sobrio, costruttivo, capace di ascolto: che è un segno di maturità, umana e politica. E senza la supponenza, l’arroganza, il gusto della demonizzazione dell’avversario, o i macroscopici conflitti di interesse, che vedo altrove.

Per le preferenze, sono fortunato. C’è in lista una persona che stimo così tanto, per le sue capacità e per il suo modo di affrontare i problemi, che l’ho addirittura sposata. E’ mia moglie, Augusta Parizzi. Che mi fa così un regalo in più: consentendomi di votare non solo con la testa, ma con il cuore…

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