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Di Camusso, Picierno e altre sciocchezze

Camusso dice che Renzi è al governo in nome e per conto dei poteri forti: anzi, messo lì da loro. Nessuno ha niente da ridire. Nemmeno tra gli eletti del PD, di cui Renzi risulta essere segretario, che ora si scandalizzano per un’altra dichiarazione: quella che segue.

Picierno dice che Camusso è eletta con tessere false. Levata di scudi: tutti scandalizzati.

Possiamo dire che entrambe hanno detto delle sesquipedali cazzate? L’una e l’altra? E che se la prima non giustifica la seconda, la prima, che è persona autorevole e di assai maggiore esperienza, ha forse maggiori responsabilità nel gettare veleno nella discussione? Perché, diciamolo, la seconda conta e vale molto meno. E soprattutto è solo una deputata, tanto mediatizzata quanto poco rappresentativa. La prima è la leader della principale organizzazione dei lavoratori italiani.

Se il livello della discussione è questo, siamo messi male. Della Picierno faccio a meno tranquillamente e volentieri: non ne sentirà la mancanza nessuno e non lascerà un vuoto incolmabile. Della Camusso, beh, mi dispiace per la tradizione che rappresenta. Che meriterebbe altri livelli di discussione.

Capisco e accetto tutto, nella discussione e nella polemica politica: ma non le allusioni oblique. Che tradiscono la voglia non di entrare nel merito, ma di colpire trasversalmente il proprio obiettivo. Le condanno in entrambi i casi.

Per concludere, e per amor di paradosso: nonostante la falsità dei rispettivi assunti, hanno detto entrambe un 5% di verità. La Camusso lo pensa davvero, e trova nei consensi che Renzi raccoglie al di fuori del mondo di riferimento della Cgil e tra gli imprenditori le ragioni per i suoi argomenti. La Picierno, che di sindacato sa poco o nulla, non sa che molti sindacalisti, che sanno come si fanno i congressi, le darebbero in un certo senso ragione.

Ma tutto questo è inutile. Renzi è legittimamente capo del governo. E Camusso è legittimamente capo della Cgil. Su entrambe le cose non c’è dubbio.

Il fatto che la discussione finisca così, finisce per mettere Camusso e Picierno sullo stesso piano. Peccato. A perderci è la Camusso.

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