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«Islam alleato contro Isis. Bitonci? Provocatore»

15 novembre 2014

Marco Milioni
Marco Milioni

«Islam alleato contro Isis. Bitonci? Provocatore»

Stefano Allievi ama il linguaggio chiaro, lucido, duro se serve, ma anche l’ironia, non gli difetta. Fra gli studiosi del mondo musulmano più noti in Italia, si muove rapido ed agile tra blog, social network, riviste specializzate e la sua cattedra di sociologia all’università di Padova. Ricorda ad ogni piè sospinto che l’Islam «va conosciuto», non lesina critiche all’universo della Mezza Luna come a quello occidentale, e al contempo lancia un richiamo rivolto a tutti: «Non commettiamo il madornale errore di consegnare idealmente i fedeli nelle mani di estremisti come quelli dell’Isis perché la gran parte degli islamici è nostra alleata contro la barbarie».

Professore, lei insegna alla facoltà di scienza della comunicazione. I media recentemente hanno dato ampio spazio ad alcune indagini su presunti collegamenti tra alcuni immigrati di fede musulmana e cellule dell’estremismo islamico. Ci sono le notizie che arrivano da Belluno, c’è un recente reportage di Panorama che ha fatto molto discutere. Lei ritiene che presso una parte dell’opinone pubblica possa avere trovato dimora l’opinione per cui Islam uguale Isis?
C’è qualche giornale che fa un po’ di tutto perché ciò accada. Io però rovescerei il problema. L’Isis esiste ed è più pericolosa di Al Qaeda perché quest’ultima è una organizzazione terroristica tout-court, chiusa, mentre il Califfato è una realtà che si struttura territorialmente e che ha una certa popolarità. Per fare un paragone un po’ funambolico pensiamo alla condizione di un socialista o un anarchico degli anni Trenta. Con molta facilità sarebbe andato a combattere in Spagna contro Franco assieme alle brigate internazionali. In altre parole il Califfato è fortemente attrattivo perché propone un suo ideale che per di più, secondo chi lo sostiene, beneficia pure della benedizione divina.

E quindi?
L’errore madornale, il più pericoloso, quello che l’Occidente se così vogliamo chiamarlo, non si può permettere, è quello di fare propria quella equazione per cui Islam uguale Isis. I supporter di quest’ultima sono nemici dei musulmani allo stesso modo in cui negli anni di piombo le Br avevano in odio sindacalisti, intellettuali, magistrati di sinistra, tanto per fare un paragone. Non dimentichiamo che all’oggi sono migliaia i musulmani caduti sotto i fendenti del Califfato.

Sui libri come sui giornali non mancano i commenti di coloro i quali ritengono che l’appeal nei confronti di occidentali, o italiani convertiti all’Islam, o di giovani musulmani nati in Europa, derivi dalla perdita di valori portanti da parte dell’Occidente, con relativo senso di vuoto e inquietudine. Lei che ne pensa?
Guardi, questo scenario da tramonto dell’Occidente viene tratteggiato dai primi del ‘900, dai tempi di Oswald Spengler. Dopo di lui in tanti hanno scritto, sullo stesso solco. Si tratta di concetti ripresi sia da pensatori di area cattolica, sia di area laica. Cosa che fece ad esempio Oriana Fallaci. Si tratta di un pensiero conservatore che mi vede distante. Di più nessuno tra questi fino ad oggi ha fornito una prova che sia una a sostegno di tale tesi.

Lei che cosa ne deduce?
Ne deduco invece che è l’Occidente con il suo sistema di valori a suscitare un potente appeal verso le altre culture. Anche perché gli anticorpi, ad esempio per una asserita mancanza di spiritualità, l’Occidente li trova in sé stesso. Si pensi ai pellegrinaggi, a chi si avvicina al pensiero buddhista, a chi decide di vivere o rivivere la fede in modo più profondo.

Di recente a Padova, la città in cui lei insegna, il sindaco leghista Massimo Bitonci ha deciso di non ricevere l’ambasciatore del Marocco perché i paesi di religione musulmana non terrebbero nel dovuto conto il concetto di reciprocità, per cui sono «a casa loro» non sono consentite le chiese cristiane mentre «a casa nostra si vogliono le moschee». E così?
Guardi,  quello di Bitonci è stato un eclatante e sfrontato gesto di provocatoria maleducazione. Per diversi motivi. Primo, lo dice il detto per cui ambasciator non porta pena, ad un diplomatico non si sbatte mai la porta in faccia. Secondo, farlo è la negazione dei nostri valori. Di più, il Marocco è uno dei paesi più vicini a noi in quanto a tolleranza religiosa. E ancora la reciprocità si applica al diritto, agli scambi economici, non alla religione. Avete mai sentito qualche leghista lamentarsi degli scambi economici del Veneto con l’Arabia, uno dei paesi con una visione ultraortodossa dell’Islam? Ma di che cosa parliamo? E poi come la mettiamo se un giorno a chiedere le moschee saranno cittadini italiani diciamo doc? Neghiamo i luoghi di culto, garantiti dalla Costituzione peraltro, anche a loro? È sbagliato considerare la questione islamica come una eccezione, questa invece va ricondotta all’alveo della dialettica civile. Noi rispettiamo loro, loro rispettano noi e le nostre leggi. È pericolosissimo se passa il concetto, tanto per dire,  per cui per colpa di alcuni musulmani cattivi neghiamo la possibilità di pregare ai musulmani buoni.

E invece?
Gli imprenditori politici della paura speculano e ottengono consenso generando divisioni. Queste persone però sono pagate per risolverli i problemi non per crearli. Tra l’altro in questa prospettiva il Veneto deve far fronte ad una dicotomia. Sul piano pratico e del vivere quotidiano, si parla dei grandi numeri, i musulmani sono integrati, lavorano, pagano le tasse. I nostri ragazzi delle superiori crescono con i loro figli. Si conoscono e si capiscono. La politica urlata invece ha tutt’altre finalità col rischio che gli adulti vadano in scia ai proclami piuttosto che ai fatti.

Lei in estate sul suo blog aveva bacchettato duro la comunità islamica italiana per non avere preso le distanze dai massacri che si compivano sotto l’egida del califfato. Che cosa è cambiato ad oggi?
Hanno incominciato a capire. La protesta dei singoli è divenuta indignazione collettiva. Sono gli stessi musulmani a non concepire, a non tollerare, chi ammazza nel nome di Maometto.

http://vvox.it/2014/11/15/allievi-non-consegnamo-i-musulmani-in-mano-agli-integralisti/

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