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Apertamente Blog Appunti dalla crisi italiana


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Les feuilles mortes

(pagine di diario: a futura memoria, senza bisogno di diffusione…)

Zapatero: sconfitto, sparito.

Rubalcaba, suo successore: sconfitto, dimesso, sparito.

Ancora più indietro, e più a sinistra – Carrillo: sconfitto, dimesso, altra vita.

Jospin: sconfitto, dimesso, sparito.

Milliband: sconfitto, dimesso, sparirà.

Pacatamente, rispettosamente, io penso che nella vita, politica e non, ci siano dei cicli.

Che si possa vincere e perdere: governare quando si è vinto, provarci quando non si è ancora vinto. Ma quando si è già vinto, e governato, e poi perso, e riperso, trovo che sarebbe molto dignitoso osservare non dall’esterno, ma con distacco: fare analisi, dare consigli se richiesti, ma fermarsi lì. Magari con l’ironica saggezza dell’esperienza, se la si possiede. E fare altro: ci sono così tante cose da fare, al mondo…

Viene il momento in cui il gioco diventa altrui, e in cui voler partecipare, ostacolando continuamente l’avversario di ieri, seppur legittimo, non ha più il sapore del vigore, della forza, della volontà di cambiare le cose, ma solo quello del non accettare il proprio declino, del non rinunciare a giocare un ruolo purchessia, non foss’altro che quello di freno a mano. E, sapendo di non poter rivincere ancora, fare quello che si può solo per far perdere l’altro. Si perde in immagine, in carisma, in bellezza, mi verrebbe da dire.

Lo dico pacatamente, rispettosamente. Come riflessione estetica, prima che politica. Politicamente, non c’è nulla, proprio nulla, da temere. E’ che, umanamente, mi dispiace.

Les feuilles mortes…

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