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Rohani e le statue coperte: la vera posta in gioco

I professionisti dell’indignazione un tanto al chilo, i benpensanti della dignità della nostra civiltà, hanno avuto modo di sfogare la loro libido sulla questione delle statue nascoste alla vista nei Musei Capitolini, durante la visita del presidente iraniano Rohani. Una vicenda perfetta, per condannare la vergognosa sottomissione all’islam del governo, e incitare alla rivendicazione della superiorità della nostra cultura.

La scelta, beninteso, è stata improvvida, e ridicola, ma è assai probabile che le ragioni siano altre, e che la richiesta sia venuta dallo staff di Rohani non per pruderie (dato che alloggiava in un hotel dove pure ci sono statue classiche di nudi, con le pudenda in bella vista, che nessuno si è sognato di chiedere di coprire), ma per evitare incidenti di politica interna. Ci spieghiamo con un precedente, tutto italiano, avvenuto nel Nordest, e precisamente a Udine. Nel 2007, in occasione del Festival Vicino/Lontano, venne invitato a parlare, a raccontare il nuovo Iran, il presidente Khatami. Alla fine della conferenza, dopo un intervento oggettivamente di grande interesse (il sottoscritto era presente e può testimoniarlo), sull’onda dell’entusiasmo si sono avvicinate alcune donne italiane, ovviamente non velate, tra cui Gianola Nonino, e una di esse gli ha stretto la mano. Sul momento non è successo niente. Ma la foto e il video sono stati poi tirati fuori al momento giusto, dai suoi oppositori conservatori interni, usandoli come scandalo nazionale, diventando l’arma decisiva per impedirgli di presentarsi alle presidenziali del 2009.

Possiamo quindi assumere che la richiesta di coprire in qualche modo le statue sia venuta dallo staff di Rohani, per evitare il ripetersi di incidenti simili: una foto accanto a un nudo maschile o femminile avrebbe potuto procurargli guai seri. Politica interna, quindi, non censura e sottomissione all’islam. Probabilmente sarebbe stato più saggio cambiare semplicemente sala, e l’errore è stato fatto: ma l’eco che ne è seguita ha probabilmente sbagliato bersaglio. Del resto, è politica interna anche qui: colpire il governo da un lato, e l’islam dall’altro.

Tanto che, proprio ieri, nella libera Inghilterra che mi ha invitato a discutere di questa vicenda alla BBC, si è coperto il graffito di Bansky sui profughi a Calais, perché, essendo davanti all’ambasciata di Francia, qualcuno avrebbe potuto offendersi. E nessuno ha gridato allo scandalo, o alla sottomissione culturale.

L’unica cosa positiva di questo dibattito è che un sacco di persone che gridano allo scempio nei confronti della grande tradizione culturale italiana, e che di quelle statue non sapevano nemmeno l’esistenza, avranno imparato qualcosa: e forse magari entreranno in un museo…

Quando Khatami fece scandalo per la mano stretta a una donna, in “Corriere della sera – Corriere del Veneto”, 29 gennaio 2016, p. 1

7 risposte a Rohani e le statue coperte: la vera posta in gioco

  • stefano scrive:

    è quello che è successo con Khatami. e l’ha fatto mezzo mondo, come lo sta facendo mezzo mondo con Rohani

  • Anonimo scrive:
  • Roberto Carlin scrive:

    Sembra anche a me probabile che la richiesta sia venuta dall’entourage di Rohani, e proprio per i motivi scritti. Ma in questo caso sarebbe bene dirlo, anche perché la parte più colta e progressista del mondo iraniano (e non è piccola), si ritiene offesa dal nostro atteggiamento, lo so per testimonianza diretta. Ed in ogni caso, la risposta doveva essere cortese ma diversa (un altro itinerario, semplicemente), era ovvio che le polemiche ci sarebbero state, e su quelle di tutta la stampa internazionale è difficile lanciare accuse di strumentalità.
    Se invece l’iniziativa fosse stata tutta italiana, avrebbero ragione gli iraniani ad essere offesi, e la figuraccia sarebbe ancora più grave.

  • Anonimo scrive:

    Ottimo commento ,che condivido in pieno!

  • Gerolamo scrive:

    Mi sembra un ottimo commento, con giuste valutazioni politiche. Altri commenti che leggo mi sembrano i soliti ragli d’asino

  • zoro scrive:

    Quindi bisogna limitare il tutto a una scelta “improvvida e ridicola”? Non c’e’ nulla di simbolico, nulla da rimproverare… mai? Ma lei che lavoro fa? Il megafono della maggioranza?

  • roberto bolognesi scrive:

    io sapevo dell’esistenza delle statue, signor saccente, e mi sono scandalizzato. Non mi risulta poi che le statue stringano le mani, mi sembra un misero tentativo di salvataggio in corner dopo una figura meschina che ha fatto fare l’ennesimo tonfo nel ridicolo al nostro paese

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