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Sulle dimissioni di Michela Marzano

Michela Marzano ha lasciato il PD dopo il voto sulle unioni civili, come aveva annunciato. Non discuto i contenuti delle sue scelte: e, in quanto opinioni, le rispetto. Riprendo tuttavia pari pari, e faccio mie, queste parole di Paolo Giaretta, che condivido, con una postilla finale:

“La nostra deputata PD Michela Marzano ha deciso di lasciare il PD. Pur ritenendo importantissima la legge sulle unioni civili la considera incompleta e compromissoria, in conflitto con la sua coscienza e ha deciso di lasciare il gruppo del PD. Naturalmente non il seggio parlamentare, che dal PD gli è stato affidato, in virtù delle sue competenze (è una apprezzata filosofa), non certo della sua forza rappresentativa. In questo caso la coscienza dorme. Ci ritorno sopra perché ne ha parlato Michele Serra su Repubblica nella sua sempre godibilissima rubrica “L’Amaca”. Scrive Serra: “In un ipotetico dibattito le chiederei se il fine dell’attività politica è di essere coerenti con sé stessi; o se la natura stessa della politica, che è attività collettiva per eccellenza non preveda deroghe, anche molto faticose e persino dolorose, alla coerenza con sé stessi; anche perché la politica non ha come parametro il sé, ma quel guazzabuglio che è la società. Ma poi: se i coerenti se ne vanno, a chi lasciano la politica? Ai soli incoerenti?”

Sottoscrivo queste parole di Serra. Se si accetta di fare politica bisogna essere disponibili a mettere da parte quella cosa che a volte è molto ingombrante e prepotente che è l’io ed avere più fiducia nel noi. E’ un po’ troppo comodo riconoscere che con questa legge si sono fatti dei passi in avanti ma poi voler conservare immacolata una propria astratta coscienza, quella superbia intellettuale che in genere in campo politico ha sempre prodotto danni rilevanti. Se tutti ragionassero così nella vita collettiva molto pochi sarebbero stati i passi in avanti. La Costituzione alla Costituente non sarebbe mai stata approvata se ogni costituente fosse stato irrigidito dalla regole della coscienza individuale come arbitro assoluto. Tra il trasformismo di chi non ha principi e la rigidità di chi pensa che la propria coscienza non si deve piegare all’incontro con le ragioni degli altri e con le condizioni storiche e di consenso in cui si opera c’è una strada maestra, quella del nobile compromesso che consente all’umanità di avanzare ed anche alle leggi di entrare nella coscienza del paese.

La crisi dei partiti come comunità ha moltissime ragioni. Tra queste c’è anche la presenza di questo atteggiamento. Resto finché vedo riconosciute le mie ragioni, me ne vado quando non mi piace più, anche solo per una singola posizione su un singolo tema. Si perde completamente la dimensione comunitaria della politica, e la politica diventa fragile e perciò inutile.”

Aggiungo che ho letto la risposta di Michela Marzano a Michele Serra: non una parola sul fatto che, per coerenza, abbia lasciato il PD, ma la medesima coerenza non la spinga a lasciare anche il seggio parlamentare, che senza il PD non avrebbe mai ottenuto. Ecco: io ci vedo un problema di coerenza…

2 risposte a Sulle dimissioni di Michela Marzano

  • stefano allievi scrive:

    caro Cosimo,

    sì, come si evince dalla parte finale del post, la replica della Marzano è nota.
    e, ai miei occhi, terribilmente deludente

    un caro saluto

    Stefano

  • cosimo scrive:

    …faccio la stessa domanda che ho fatto all’ex sen. G.: la replica della Marzano, alla reprimenda di ‘Serra’, è nota?

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