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“il Giornale” mi ama: un esempio di giornalismo etico…

All’inizio non ho diffuso questo post sui miei account: il suo oggetto non lo merita. Mi sono limitato a inserirlo sul sito a futura memoria, nascondendolo discretamente, con una data di un mese precedente al fatto per non dargli pubblicità sulla home page. Oggi lo ricolloco al suo posto, in ordine cronologico. Aggiungendo una postilla.

“il Giornale” mi fa l’onore di dedicarmi un articolo. Lo fa per mano di una persona che, mi dicono, utilizza un nom de plume: chi già in passato ha tentato di querelare costui (si vede che quanto scrive si presta…) ha dovuto scoprire attraverso i propri avvocati che all’ordine dei giornalisti il nominativo non esiste. Se è così, se ne deduce che non ha nemmeno il coraggio delle proprie azioni. Che esista o meno con questo nome, sarei lieto di incontrarlo, per capire il perché di tanta faziosità e mala fede. Ma intanto constato che vigliaccamente si nasconde: non è quindi una fonte seria, e non è un interlocutore serio di chi, invece, è trasparente.

Il fatto è il seguente. Il giorno 21 agosto sono stato invitato a fare un intervento presso l’Associazioni islamica degli imam e delle guide religiose, una delle organizzazioni in cui si articola il mondo islamico italiano, dove ho affrontato il tema della cittadinanza. Ho svolto un intervento tutto orientato ad un’analisi costruttiva (condivisibile o meno, questa è altra cosa), e in molti punti critica anche nei confronti stessi di chi mi aveva invitato a quel confronto, cioè le organizzazioni che rappresentano i musulmani. Un intervento che rifarei anche davanti ai rappresentanti istituzionali o ai miei colleghi senza imbarazzi, convinto che i più sarebbero d’accordo sulla stragrande maggioranza delle cose dette, e in ogni caso non troverebbero alcunché da stigmatizzare. La mia relazione era così priva di spunti critici o discutibili che persino l’impavido giornalista senza identità, pur cercandoli, in 48 minuti di intervento non è riuscito a trovare una sola parola da criticare: e quindi ha accuratamente evitato di fare citazioni dalla medesima. Ma qualcosa, volendo, si trova sempre, se si è disposti a girare la frittata a modo proprio (e non è difficile: basta avere una quantità di pelo sullo stomaco adeguata, o essere così accecati dalla faziosità da vedere solo quello che si cerca, anziché quello che si trova). Per esempio, è sufficiente voltare all’incontrario – nell’ambito della rapida risposta ad alcune domande – l’esortazione da me fatta ai musulmani di entrare nelle istituzioni, a cominciare dalla politica, anche se spesso sono “deludenti” nella loro azione (alzi la mano chi non l’ha pensato almeno una volta nella sua vita!), per sostenere che considero le istituzioni italiane deludenti: mentre tutto il contesto della frase e dell’intero discorso – e, se posso, di un’interva vita – va nella medesima costruttiva direzione, ovvero in senso opposto, se lo si analizza senza mala fede.

Sono anche accusato di essere intervenuto pubblicamente a favore di Sumaya Abdel Qader con una lettera aperta (sapendo che avrei pagato un prezzo, per questo), dopo che durante la campagna elettorale milanese era stata sottoposta a un lungo trattamento di gogna mediatica contra personam. E’ verissimo, i motivi sono spiegati nel testo della lettera che trovate linkata, ed è probabilmente uno dei motivi delle gentili parole usate nei miei confronti, dato che chi scriveva quegli articoli, per pura casualità, era il medesimo giornalista, e il giornale che li pubblicava, guarda il caso, pure. Si vede che se la sono presa… E hanno finalmente trovato il modo e l’occasione di vendicarsi anche su di me.

Infine, sono accusato di avere detto, sempre rispondendo ad una domanda, che alcuni giornalisti si comportano come “sporche carogne” (ho anche usato l’espressione “cattivi”, se è per questo): lo confermo (ci avrò preso…?), ma ciononostante invitavo i musulmani a parlare con la stampa e ad andare nei talk show, preparandosi. Ciò che è diventato il subdolo appoggio alla “retorica della partecipazione istituzionale e politica” che è notoriamente una “ben nota strategia che certe branche dell’islamismo, tra cui i Fratelli Musulmani, utilizzano per infiltrare il tessuto sociale all’interno del quale operano, penetrando in maniera forte e capillare la realtà sociale colpita e avanzando così efficacemente, i loro obiettivi” (decidetevi: se non partecipano è mancanza di integrazione e chiusura intracomunitaria, se partecipano è infiltrazione doppiogiochista…).

Che dire? Mi pare la conferma che certi giornalisti svolgono a modo loro – diciamo così – la loro professione (che rispetto ed amo e che è stata anche la mia, con orgoglio: sono stato giornalista professionista per anni, diventato tale dopo adeguata formazione all’Istituto per la Formazione al Giornalismo, e ne sono fiero, anche se poi ho scelto un altro mestiere). Ma basta vedere i talk show sul tema per vedere quotidiani esempi di questo atteggiamento: di giornalisti, politici, intellettuali che cercano il facile consenso, o si costruiscono parte significativa della loro carriera, nella disinformazione, nella mistificazione della realtà, nell’occultamento di ciò che è evidente per svelare invece ciò che non si vede perché semplicemente non c’è. Per fortuna un’ampia parte di giornalismo svolge invece correttamente e senza secondi fini il proprio mestiere: contiamo su quello, perché la sua funzione pubblica e il suo peso sono enormi.

“E su questo è bene riflettere con estrema cautela”, chiude l’articolo. Concordo: su certo giornalismo, il suo ruolo nel fomentare conflitti, la sua funzione, sarebbe anche ora di riflettere. Ma, tranquilli: non lo farà nessuno…

Perché in questo periodo, intorno all’islam – e per motivi ben comprensibili, e drammatici – tutto fa notizia: purtroppo anche quello che non lo è.

E in molti hanno costruito interessanti carriere nel settore specializzandosi non sull’islam (almeno!: significherebbe studiare…), ma nella demonizzazione dell’islam, dei musulmani, e di chi se ne occupa da un punto di vista diverso dal loro. Del resto, lo capiamo: la tentazione è forte, perché la visibilità è immediata, il consenso entusiasta e acritico, e per giunta il ruolo può ammantarsi della nobile funzione di difensore della civiltà, niente di meno, accusando gli altri di minarla. Stratagemma retorico antico, ma sempre efficace. Non ne faccio una questione di deontologia professionale (non pretendo tanto…), ma di etica personale. Quelli che praticano questo mestiere in questo modo ne renderanno conto a se stessi e alla loro coscienza: perché, da credente, credo ne abbiano una anche a loro.

Ma va detto: questo modo di fare giornalismo, sì, induce odio. Lo si vede dai testi e dai commenti che provoca (ne trovate qualche esempio in fondo a questo post). E ancora più, nelle hate mail e nei messaggi e minacce di morte e deportazione che arrivano in privato, a seguito di articoli di questo tenore, alle persone di volta in volta additate al pubblico ludibrio. E, ancora da credente: “dai loro frutti li riconoscerete”… Loro producono frutti di odio. Chi vorrà, potrà riconoscerli. E’ lo stile ‘macchina del fango’: un giornalismo fatto di attacchi personali anziché di cronaca, descrizione e racconto dei fatti, ragionamento sui fenomeni.

Pazienza, per quel che mi riguarda. Non è la prima volta. Ho ricevuto in passato minacce assai più pesanti e ‘concrete’, che chi di dovere conosce. Altri pagano prezzi ben peggiori, e quindi non mi lamento. Mi rattrista, tutto qui.

Per questo giornalismo vale la definizione di “stampa” di Ambrose Bierce, nel suo Dizionario del diavolo: “Potentissima lente d’ingrandimento. Con l’aiuto di un ‘noi’ e di un poco d’inchiostro trasforma lo squittio di un topolino nel ruggito di un leone editoriale”. E suppongo si riferisse a un giornalismo di questo genere Nietzsche quando definiva questo tipo di giornalisti delle “seppie che schizzano inchiostro”; aggiungendo nello Zarathustra: “Guardate dunque quei superflui! Essi sono sempre malati, essi vomitano la loro bile e la chiamano giornale”. Ma ognuno risponde per le proprie miserie. E anch’io ho le mie…

A differenza dell’anonimo autore di questo pezzo di brillante giornalismo, che si limita a un fuorviante taglia e cuci pur di arrivare al suo scopo, ma senza rinviare alle sue fonti originarie, non avendo alcunché da temere da una totale trasparenza, lo faccio io. Chi vuole farsi un’idea in proprio, e diretta, può seguire le istruzioni in calce al testo, e ascoltare ciò che ho detto. E, sul mio sito (www.stefanoallievi.it), leggere ciò che ho detto e scritto in un quarto di secolo, da quando ho cominciato a occuparmi di islam. Vivo in pubblico, e tutto si trova qui. Posso aver sbagliato qualche interpretazione. Ma a differenza di altri, non ho niente, ma proprio niente di cui vergognarmi.

Infine. Parlare con i musulmani e con le leadership islamiche (anziché parlare solo di loro) è un mestiere che qualcuno deve fare, e che rivendico con orgoglio: in sé, e anche come servizio alla convivenza civile in questo paese. Naturalmente, per poterlo fare, bisogna essere credibili: per la propria storia, per il proprio stile, per le proprie conoscenze. Ma la credibilità, la reputazione, non si inventa: la si costruisce nel tempo, e la si testimonia. C’è chi può farlo. E chi, invece, non potrà farlo mai…

Ecco comunque l’articolo che indegnamente si occupa del sottoscritto:

Il docente ai giovani musulmani: “Entrate nelle deludenti istituzioni italiane”

Stefano Allievi, membro del Consiglio per le Relazioni con l’Islam italiano, organismo presieduto da Alfano, critica le istituzioni italiane e i giornalisti definendoli “sporche carogne”

- Gio, 25/08/2016 – 13:37

Un docente universitario dell’Università di Padova va in moschea e definisce politica, Esercito, Carabinieri e Marina “istituzioni deludenti” e alcuni giornalisti “sporche carogne” davanti allo stato maggiore islamista. E’ successo presso il Centro Islamico di Verona lo scorso 21 agosto, durante il sesto seminario scientifico per gli imam e i responsabili dei centri islamici, organizzato dall’Associazione Italiana Imam e Guide Religiose, dove è stato invitato come ospite d’onore il prof.

Saad Eddin al-Osmani, precedentemente a capo del partito islamista marocchino vicino all’area Fratelli Musulmani “Giustizia e Sviluppo” e Ministro degli Affari Esteri del Marocco tra il gennaio 2012 e l’ottobre 2013. Il docente in questione è l’islamologo Stefano Allievi, direttore del Master sull’Islam in Europa dell’Università di Padova, membro del Consiglio per le Relazioni con l’Islam italiano, organismo con funzioni consultive sulle questioni relative alla presenza in Italia di comunità musulmane e presieduto dal Ministro degli Interni Angelino Alfano. Durante il suo intervento (uno dei pochi in italiano, mentre gli altri sono stati esposti in arabo) Allievi ha affermato, in riferimento all’eventuale concessione della cittadinanza e all’inserimento dei musulmani nelle istituzioni italiane: “…giovani delusi entrino, facciano lo sforzo come i nostri, di entrare in istituzioni deludenti, la politica, l’arma, l’esercito, i carabinieri, la marina, servizio sanitario nazionale non c’è bisogno perché c’è già pieno di medici che ne fanno parte, li conosco da anni… In riferimento alla presenza di esponenti islamici alle trasmissioni televisive segue: Posso dirlo, ma siamo in una moschea, non posso usare delle parolacce, certo che alcuni giornalisti sono delle sporche carogne, però bisogna andarci, io sono per andarci. Semmai il sacrificio che va chiesto alle leadership attuali, lo dico un po’ così mettendo i piedi nei piatti vostri con delicatezza, è che ci vada chi è preparato, non chi, solo perché è qua da trent’anni, crede di esser preparato”.

Poco dopo Allievi suggerisce all’audience di mandare alle trasmissioni giovani che sanno molto bene l’italiano, spiegando che in questo modo i giornalisti, che hanno l’obiettivo di “fregarli” non ci riescono. Come se i fraintendimenti linguistici fossero il principale problema dell’Islam in Italia. Delle affermazioni che necessitano di un chiarimento immediato e che sono inaccettabili e irresponsabili, specie se fatte da un docente che siede a un tavolo istituzionale: in un periodo storico (il nostro) nel quale il problema della radicalizzazione è dilagante, affermazioni come quelle trascritte, rischiano infatti di delegittimare le Istituzioni e di istigare odio nei confronti di queste ultime e di “alcuni giornalisti”, magari quelli che non condividono certe idee sull’Islam. Favorendo, inoltre, la propaganda e gli obiettivi strategici dei gruppi appartenenti all’islamismo radicale. In un momento come questo, in cui le istituzioni europee sono sotto attacco da parte dell’Islam radicale, dopo i gravi fatti di Charlie Hebdo e in piena repressione erdoganiana nei confronti dei giornalisti, andrebbero usati ben altri toni, soprattutto se a parlare è un docente con incarichi di questo tipo.

Allievi gli islamisti li conosce da anni, senza dubbio, tanto che lo scorso 3 maggio al circolo PD “Il Ponte “ di Padova ha presentato la conferenza “Musulmani e Italiani per l’integrazione e contro l’estremismo”, assieme a Hind Talibi (Comunità Islamica di Padova) e a Roberto Hamza Piccardo, ex segretario ed ex portavoce Ucoii, recentemente sceso in pista per sostenere il diritto alla poligamia. Durante la campagna elettorale milanese, nonostante la presenza di un’altra musulmana tra i candidati PD, Maryan Ismail (dalle visioni più laiche e il cui fratello, Jusuf Mohammed Ismail, ambasciatore somalo all’Onu di Ginevra, veniva ucciso lo scorso anno dai terroristi islamici di al-Shabab in Somalia), Stefano Allievi si era pubblicamente espresso su Facebook a favore di Sumaya Abdel Qader (come affermato da egli stesso in conferenza, aggiungendo che anche alcuni suoi parenti a Milano hanno votato per lei), la consigliera comunale recentemente eletta a Milano nella lista PD di Beppe Sala e finita al centro di polemiche per rapporti con l’area Fratelli Musulmani (FIOE), per l’appartenenza al Caim e per le numerose immagini e i commenti pubblicati da sua madre su Facebook a favore di Hamas (braccio palestinese dei Fratelli Musulmani) e del jihad. Anche Sumaya era presente a Verona, assieme al marito, Abdallah Kabakebbji, al fianco di Stefano Allievi durante la presentazione. Abdallah era finito al centro di controversie di recente per aver definito Israele un “errore storico, politico, una truffa” e per aver suggerito un bel “Ctrl-alt- canc” per risolvere la faccenda israeliana. In prima fila alla conferenza c’erano poi il suocero di Sumaya, Maher Kabakebbji (presidente del Waqf al- Islami), la suocera Souheir Katkouda (presidentessa Associazione Donne Musulmane in Italia) e Aboulkeir Breigheche, portavoce dell’Associazione Islamica Italiana degli Imam e delle Guide Religiose, presidente della Comunità Islamica del Trentino-Alto Adige, tra i fondatori dell’Ucoii, ex presidente dell’Alleanza Islamica d’ Italia, associazione che rappresenta i Fratelli Musulmani essendo membro della Federazione delle Organizzazioni Islamiche in Europa (Fioe). Presente anche Chaima Fatihi, ex responsabile per le pubbliche relazioni dei Giovani Musulmani d’Italia GMI, ben nota per alcuni coloriti post tra cui: “La Francia con la sua laicità liberticida ed opprimente si ritrova questa conseguenza di violenze”, pubblicato nemmeno un mese dopo le carneficine di Parigi del novembre 2015. E un altro in cui aveva definito Israele “Stato illegale e cancro del Medioriente”.

Ciliegina sulla torta, la scorsa primavera nella sede veronese dell’Associazione Italiana Imam e Guide Religiose era atteso Tareq al-Swaidan, noto per le sue posizioni anti-ebraiche: “Tutte le madri della nazione islamica – non solo quelle palestinesi – dovrebbero nutrire i loro figli con l’odio verso gli Ebrei. Li Odiamo. Loro sono il nostro nemico. Dobbiamo instillare questo nelle anime dei nostri figli, finché una nuova generazione crescerà e li spazzerà via dalla faccia della Terra… Ciascuno di noi, uscendo da questa sala, dovrebbe pensare a un piano per annientare Israele.” Non è certo un caso che Belgio, Francia e Gran Bretagna hanno proibito l’ingresso ad al-Swaidan. Provvedimento messo in atto anche dall’Italia, come illustrava il Ministro degli Interni Alfano ad aprile: “Nel caso in cui l’imam, figura ben nota alle nostre forze di polizia e a quelle degli altri Paesi dell’area Schengen in relazione alle sue attività precedenti di predicazione, connotate per contenuti radicali antioccidentali e antisemiti e per la sua nota vicinanza ai Fratelli Musulmani cercasse di varcare i nostri confini – ha detto Alfano – verrebbe immediatamente respinto. Abbiamo già allertato le questure ed i posti di frontiera. L’attenzione è altissima e non potrà fare ingresso nel nostro territorio. Lui è come i sei imam che sono stato espulsi dietro mio provvedimento”.

Provvedimento non gradito e criticato da Davide Piccardo, figlio del già citato Roberto e presidente del Caim, ma anche da Chaima Fatihi, da Abdallah Kabakebbji e dalla stessa Associazione Imam e Guide Religiose che ha ospitato il seminario con al-Osmani e Allievi. Davide Piccardo arrivava ad affermare su Facebook che Tareq al-Swaidan “non ha mai sostenuto in nessun modo posizioni estremiste o violente” e che “subisce questo ostracismo solo a causa delle sue posizioni anti- sioniste a sostegno del popolo palestinese”. Peccato che al-Swaidan è autore di un’Enciclopedia illustrata sugli ebrei che lascia ben pochi dubbi sulle sue posizioni anti-ebraiche. I fatti esposti sopra mostrano un “quadretto” ben poco rassicurante per quanto riguarda quell’Islam organizzato che alcuni ambienti intellettuali stanno cercando di sdoganare, coinvolgendolo in rapporti decisamente affrettati con le Istituzioni ed anche il linguaggio utilizzato dall’ “esperto” in questione non può non destare perplessità. Non dimentichiamo che la retorica della partecipazione istituzionale e politica espressa da Allievi all’interno dell’intervento trascritto in questo articolo, fa parte di una storicamente ben nota strategia che certe branche dell’islamismo, tra cui i Fratelli Musulmani, utilizzano per infiltrare il tessuto sociale all’interno del quale operano, penetrando in maniera forte e capillare la realtà sociale colpita e avanzando così efficacemente, i loro obiettivi. E su questo è bene riflettere con estrema cautela.

http://www.ilgiornale.it/news/politica/docente-ai-giovani-musulmani-entrate-nelle-deludenti-1299365.html

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Qui comunque, per gli interessati, c’è il link alle cose che ho detto: ognuno può farsene un’idea direttamente. E vedere se davvero trasudano l’odio nei confronti delle istituzioni che nell’articolo si addita, o non piuttosto il contrario. E se l’odio non stia invece altrove. [da questa pagina facebook, se si va ai video - colonna a sinistra - si trovano anche quelli 'incriminati'. Il mio intervento è il video che dura 48.11; le risposte alle domande sono nel video che dura 27.11]. Sulle risposte sono stato criticato anche da gruppi di musulmani, che ne hanno scritto sui social network – par conditio… (e mi è tornata alla mente una frase letta da adolescente – in un periodo storico in cui piaceva considerarsi rivoluzionari – e che da allora è la premessa culturale del mio impegno: “il riformismo è un idolo a due facce: il che gli consente di essere schiaffeggiato su tutt’e due”. Che spesso significa: se le prendi da due lati, forse sei nel giusto…)

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p.s. qui i primi commenti sul sito de “il giornale”:

Commenti

Uchianghier

Gio, 25/08/2016 – 14:13

Ma perché questo docente non va fuori dalle “scatole” unitamente a tutta la sua progenie vita natural durante?

chebarba

Gio, 25/08/2016 – 14:36

LA STUPIDITà NON HA CONFINI ED ESSERE UN PROFESSORE NON CERTIFICA L’INTELLIGENZA DI UNA PERSONA. AVRà STUDIATO MOLTO IMPARANDO A MEMORIA E LO SFORZO GLI E’ COSTATO IL SACRIFICIO DI QUELLA POCA INTELLIGENZA CHE AVEVA SI SENTE CHIC E CONTRO CORRENTE MIGLIRE DI ALTRI CON LE SUE AFFERMAZIONI IDEOLOGIZZATE PORACCIO IL GUAIO E’ CHE LO PAGHIAMO NOI E SPUTA PURE NEL PIATTO IN CUI MANGIA FACENDO DANNI

nordest

Gio, 25/08/2016 – 14:56

Ha solo detto la verità questa non è uno stato è un insieme di schifezze.

misuracolma

Gio, 25/08/2016 – 15:46

Le istituzioni sono sicuramente deludenti, ma solo per noi italiani che contribuiamo con tasse e balzelli! O meglio, sono deludenti i grandi manager e politici che le governano, e non certo quelli che vi lavorano con impegno e onestà, adombrati sempre o quasi da disonesti e profittatori. Quanto ai signori che approdano e vengono a mangiare a sbafo nel nostro paese, essi hanno solo da ringraziare i nostri politici incapaci. E se a lor signori non sta bene, facciano la cortesia di tornare al loro paese. Portandosi dietro l’emerito professore, ovviamente!

orione1950

Gio, 25/08/2016 – 16:32

in esilio, subito!!!!

gian td5

Gio, 25/08/2016 – 16:41

Classico caso di “gianfrancofinite” bilaterale fulminate, i sintomi consistono nell’andare in qualsiasi assemblea e dire esattamente ciò che serve ad ottenere applausi, è malattia con decorso breve ma fatale, dopo poche anni il malato sparisce dalla scena pubblica.

VittorioMar

Gio, 25/08/2016 – 16:47

..visto che le nostre Istituzioni non piacciono, indichi come vorrebbe che fossero,dia suggerimenti,fondi un partito e proponga le sue modifiche…potrebbero anche essere accettate!!!

02121940

Gio, 25/08/2016 – 16:57

Orripilante. Non ho aggettivi adatti a qualificarlo. Un elemento perfettamente al livello del governo che egli critica aspramente.

carlottacharlie

Gio, 25/08/2016 – 17:27

Credevo di aver visto tutti i cretinetti, mancava questo. Penoso.

joecivitanova

Gio, 25/08/2016 – 18:00

I sinistri massimi oramai sono nudi. Hanno spremuto tutto quel che potevano spremere da ciò che avevano intorno nel secolo scorso. Ora che non hanno più nulla da prendere non hanno altra scelta. Quindi o si inventavano qualcosa di loro, ma di vero (impossibile), oppure, per distruggere il nemico si alleavano con l’islam, con l’oscurantismo, con la forza più difficile da combattere in un sistema liberale. Chissà, forse ho scritto un sacco di..cavolate..!? g.

Zizzigo

Gio, 25/08/2016 – 18:26

Professore di “eccellente” islamismo moderato… alla faccia dei nostri accoglienti politici.

Maver

Gio, 25/08/2016 – 18:26

Non è ammissibile che personalità come queste possano instillare il dubbio fra le comunità islamiche presenti sul nostro territorio, di parlare a nome del popolo italiano. No, ciò che vanno affermando costoro sono considerazioni strettamente personali e non possono ambire a rappresentare alcuno, al di fuori della propria persona. Soprattutto è bene che si chiarisca quanto segue: l’Italia non è certo esente da problemi (come tutte le Nazioni), ma conscia dell’importanza della propria Civiltà nel contesto della Storia mondiale non necessita ne ambisce a qualsivoglia tutela esterna, ma prosegue senza esitazioni ne ripensamenti sui principi che le danno fondamento.

vince50_19

Gio, 25/08/2016 – 18:31

Visto chi presiede quell’organismo, c’è da aspettarsi di tutto..

giolio

Gio, 25/08/2016 – 18:40

Anche se e vero cio che dice io preferisco vivere nelle istituzioni italiane .lallievi se ne vada fuori dalle scatole e emigri nel mondo islamico .Però se non e un vigliacco deve provare a criticare anche le istituzioni islamiche …..tanto per vedere quello che gli succederà ………e….che gli augurerei

Azo

Gio, 25/08/2016 – 18:54

Quando le scuole, “”"SFORNANO ELEMENTI COME QUEL MARCIUME CHE CI GOVERNA, POSSO PENSARLA PROPRIO COME QUESTO PROFESSSORE”"”!!!

swiller

Gio, 25/08/2016 – 18:54

Questo non e un docente ma un deficiente del PD.

swiller

Gio, 25/08/2016 – 18:59

I mussulmani vanno rispediti ai loro paesi.

SAMING

Gio, 25/08/2016 – 19:01

Ha ragione. Le nostre istituzioni, salvo rare, rarissime eccezioni, sono ormai permeate da ideologie balorde. Manca il buon senso. Basta guardare le sentenze che certi giudici emettono. Da far rabbrividire. Se penso che siamo in mano a questa gente mi vengono i crampi allo stomaco.Ed il messaggio è passato. I clandestini sanno di poter fare quello che vogliono. Rapire bambine, come è in uso nei loro paesi, pretendere il loro cibo, pretendere lo smartphone. Possono rubare, stuprare, uccidere sapendo di ricevere punizioni ridicole.Commettono reati che mei loto paesi di m….da sarebbero puniti con amputazioni o con prigionie orribili e che quì vengono puniti con un buffetto sulla guancia.

buri

Gio, 25/08/2016 – 19:10

quello va interdetto dall’insegnamento

greg

Gio, 25/08/2016 – 19:40

le madri degli i-m-b-r-c-i.l.l.i sono sempre incinta, e quelle islamiche li fanno in serie

piardasarda

Gio, 25/08/2016 – 19:46

ce lo meritiamo. pur essendo incivili e selvaggi hanno capito che proprio le istituzione sono il nostro tallone d’Achille. entreranno in Patria dentro un cavallo di legno e i nostri capi spalancheranno le porte lo porteranno all’interno da dove sarà per loro più facile la conquista. dalla notte dei tempi la storia si ripete.

People

Gio, 25/08/2016 – 20:26

Se le istituzioni, da lui menzionate, hanno un briciolo di onore dovranno querelarlo.

venco

Gio, 25/08/2016 – 20:49

Proprio questi parassiti umani entrati clandestini in Italia e in tutto l’occidente di cultura cristiana si permettono di criticare chi li mantiene, e pure ingiustamente.

odisseus

Gio, 25/08/2016 – 21:37

Notevole la bandiera del PD a certe conferenze. Per un pugno di voti darebbero l’anima, se la avessero

joecivitanova

Gio, 25/08/2016 – 23:58

..mi avete ‘pubblicato’..allora ne scrivo altre due di..cavolate. Nel dopoguerra la sinistra non poteva usare i posti di lavoro ed i soldi, soprattutto, perché non ne aveva ancora, per conquistare voti e popolo; per quelli ha usato, poi, il capitalismo. I soldi ce li aveva solo, quelli che ha rubato, per formare il partito più ricco d’Italia. Quindi, furbescamente, ha usato la ‘cultura’, per conquistare, all’inizio, popolo e voti, facendo sentire chi si iscriveva al Pci, una persona intellettualmente ’superiore’, anche se povero, anche se era ‘nessuno’, anche se covava, senza dichiararlo, ovvio, invidia. Poi è scoppiato il boom economico, capitalista, guarda caso, tanti posti di lavoro, anche a non far niente, tanti voti, ma loro sono rimasti sempre ‘comunisti’, a parole, si, ma ricchi e capitalisti nei fatti e più egoisti degli altri..!! g.

Runasimi

Ven, 26/08/2016 – 00:04

Questo signore è uno dei peggiori codardi che concorrono a destabilizzare il nostro paese. L’università di Padova dovrebbe radiarlo per incoerenza con il ruolo di docente finanziato dalle istituzioni italiane. Se ne vada a esercitare la sua vigliaccheria al di fuori delle “istituzioni deludenti”.

Leonida55

Ven, 26/08/2016 – 09:38

Il problema non sono gli stranieri, ma tutti coloro che li favoriscono e li difendono, fingendo un nobile ideale, in realtà per interesse personale, o peggio ancora per andare contro l’altra parte politica e questo è infame.

aitanhouse

Ven, 26/08/2016 – 09:52

le istituzioni sono deludenti? non solo, sono uno schifo,ma non è ex cathedra che si invitano stranieri appartenenti ad altro credo o ad altri costumi di vita ad entrarvi per rivoluzionarle, sembra proprio che si inciti all’uso di un nuovo “cavallo di txxxa”. C’è una reazione a quanto detto dal professore, ma purtroppo la realtà gli da ragione ed il suo invito ,è evidente, non serve ad iniziare piuttosto ad incrementare la partecipazione dell’islam al cambiamento del paese. Ci rendiamo conto che indietro ormai non si torna e di questo dobbiamo rendere grazie ai traditori ed alla chiesa.

MLF

Ven, 26/08/2016 – 10:04

Errore, la frase giusta e’: portate i vostri luridi stracci fuori dalla nostra patria.

molival

Ven, 26/08/2016 – 10:21

per greg: le nostre invece li fanno artigianali e può capitare, quindi, che qualcuno non sappia scrivere.

mariod6

Ven, 26/08/2016 – 11:16

Questo e gli altri italiani e stranieri così proni all’islam vanno espulsi dal territorio nazionale ed incriminati per istigazione all’odio religioso e al terrorismo, vista anche la loro connivenza con i Fratelli Mussulmani e Hamas. Ma vi rendete conto di quante organizzazioni e associazioni hanno messo in piedi in Italia, sotto al nostro naso, e nessuno ha mai obiettato nulla ??? Cosa ha fatto il ministro degli interni finora ?? ne ha espulsi una cinquantina !!! Comincino a mettere in galera questi sobillatori per favoreggiamento del terrorismo.

lbarsanti

Ven, 26/08/2016 – 11:56

Ma questo…individuo, lo paghiamo noi ?

titina

Ven, 26/08/2016 – 12:53

Io critico le istituzioni solo perchè non licenziano questo tipo

vraie55

Ven, 26/08/2016 – 13:47

Si potrebbe condividere il pensiero del professoreallievo .. NELLA CERTEZZA che NON SARà MAI lui a trovare una soluzione a quei problemi.

Angiolo5924

Ven, 26/08/2016 – 14:12

X nordest. Ho 76 anni, ho sempre vissuto in Italia, ho lavorato, mi sono fatto una famiglia, ho viaggiato e tutte queste istituzioni “deludenti” non mi hammo mai rotto le scatole. Salvo qualche raro controllo dei documenti da parte della Polizia Stradale, ma si possono contare sulle dita di una mano. E le rare volte che ho avuto bisogno di aiuto l’ho anche trovato, con molta solidarietà e umanità da parte degli operatori. Così è stato anche per i miei familiari. Quindi, qui nonostante tutto non c’è alcunché di “deludente”. A parte gli imbecilli e i mascalzoni, ma questo è un altro discorso.

killkoms

Ven, 26/08/2016 – 14:34

la feccia rossa..!

PerQuelCheServe

Ven, 26/08/2016 – 14:34

Che le nostre istituzione vadano riformate è indubbio: da qui a proporre una strategia che porti una comunità che è estranea, per valori e cultura, anche alle più laiche fondamenta della nostra costituzione, se non è connivenza criminale è almeno stupidità manifesta. @nordest – uno stato che non funziona, come il nostro, si ripara e si fa funzionare di nuovo. Non lo si vende al primo che passa sperando che sappia fare meglio di noi.

PerQuelCheServe

Ven, 26/08/2016 – 14:41

@joecivitanova – Ai dirigenti delle sinistre mondiali va però dato atto di una capacità: quella di essere riusciti a capire come funziona la mente semplice, a cui basta appartenere ad un gruppo per sentirsi superiore al mondo intero anche senza mai alzare il popò dal divano. Conoscevo un ragazzo che non ha mai fatto nulla per gli altri (mai elemosine, mai volontariato, mai accoglienza in casa sua) ma che per il semplice fatto di essere di sinistra e di aver fatto l’obiettore in biblioteca comunale(!) credeva di essere più intelligente e moralmente superiore anche a chi le mani nel sociale se le sporcava davvero. Da giovane mi infuriavo con queste persone: oggi penso che la loro povertà mentale e spirituale sia talmente vasta e incolmabile da dover scatenare la compassione come unico sentimento.

joecivitanova

Ven, 26/08/2016 – 16:52

..vero Egregio Signor ‘PerQuelCheServe’, è che purtroppo queste persone, insieme ad ‘altre’, oggi stanno sempre di più cercando di dominare il mondo, mi pare. g. p.s.: lusingato che Lei abbia letto i miei commenti.

pinox

Ven, 26/08/2016 – 17:22

ha ragione, se danno uno stipendio ad uno come lui……

carpa1

Ven, 26/08/2016 – 23:40

Ma che vuole questo? Se hanno già il ministro alfano che vogliono di più? Oppure hanno capito che alfano e tutto il codazzo di imbelli che bazzicano nelle nostre istituzioni governate dalla sx hanno ormai vita breve? La pacchia è finita, fatevene una ragione e tornate ai vostri paesi portandovi dietro pure questo i.diota e tutti quelli come lui, traditori degli italiani dei quali non disdegnano i quattrini che si mettono in sacoccia.

Leonida55

Sab, 27/08/2016 – 09:21

Più che un servitore della Patria, mi pare un nemico, e lo pagano (lo paghiamo) pure.

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POSTILLA

Come prevedibile, la campagna di diffamazione continua: tale la si può definire, ormai.

Oggi, 2 settembre, un’altra puntata: che trovate qui.

Niente di originale: ripete le stesse cose di prima.

Una risposta a “il Giornale” mi ama: un esempio di giornalismo etico…

  • FloydAwaip scrive:

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