stefanoallievifoto logo stefano allievi










Apertamente Blog Appunti dalla crisi italiana


twitter allievi facebook allievilinkedin allievifeed allievi

#fertilityday: perseverare non è diabolico, è idiota

Non seguo i social network nelle loro forme di indignazione conformista e irriflessiva.

Non ce l’ho con il ministro Lorenzin: né come persona, né per la storia politica che rappresenta, in cui pure non mi riconosco.

Non penso che sbagli tema: in un certo senso non conosco un solo problema più grande di quello della diminuzione delle nascite. Per le trasformazioni gigantesche che produrrà a tutti i livelli, dall’idea di famiglia alle trasformazioni del mercato del lavoro, dalle forme del patto sociale al ruolo dell’immigrazione, dal conflitto intergenerazionale alle proiezioni sul futuro, dalla crisi fiscale all’idea di giustizia.

Non penso però che tutto questo si riduca a una parola d’ordine incentrata sulla questione della fertilità: sono ben altre le implicazioni della questione.

E soprattutto non penso che possa essere affrontata con campagne pubblicitarie così riduttive, desolanti nella loro pochezza di contenuti (mi limito a questo, per non infierire: troppo facile).

E mi domando: dopo aver già preso una solenne cantonata, ed essere stata miserevolmente sconfessata dal premier, con la prima campagna, che è stata obbligata a ritirare, era proprio necessario farne una seconda, infinitamente peggiore?

Certo, il minimo adesso è licenziare i comunicatori del ministero. Anzi, ci sarebbe da chiedere loro i danni.

Ma basta, questo?

Non c’è un’insipienza complessiva dei burosauri del ministero, dietro una tale sequenza di errori? E una spaventosa inadeguatezza del ministro, che non capisce cosa è importante e cosa no? E che persiste con pervicacia nell’errore, aggravandolo?

No, non basta un licenziamento per sanare la situazione. Non bastano nemmeno delle scuse al paese e al governo, cui ha arrecato un danno d’immagine enorme. Ci vorrebbe una bella ritirata strategica. O forse l’energica azione del suo superiore in grado…

Leave a Comment