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“Nel mondo dei qualsiasi” – Giorgio Bárberi Squarotti

Ho saputo solo ora, da un amico, della morte di Giorgio Bárberi Squarotti .

Non lo conoscevo personalmente: solo di fama, e di letture. Ma mi ha conosciuto lui, una volta, a modo suo. E me l’aveva fatto sapere.

Poche settimane fa, infatti, avevo ricevuto una lettera scritta con calligrafia incerta, e caratteri molto grandi.

Me l’aveva scritta dopo aver letto il mio ultimo libretto di poesie, “Nel mondo dei qualsiasi”, ed aver chiesto alla casa editrice il mio indirizzo (l’ho saputo dopo che avevo fatto altrettanto, nei suoi confronti).

Sono poche parole, niente più che un incoraggiamento (capitava che lo facesse, mi dicono: distribuendo consigli e anche critiche nel merito), e probabilmente non significano molto: ma, ai miei occhi, sì. Non era tenuto: per qualche motivo l’ha fatto. Per qualche motivo questo esile filo mi ha legato a lui.

Curioso, attivo e partecipe della vita – e innamorato della poesia – fino alla fine: che bella storia…

Di cui, per quel poco, mi sento di ringraziarlo: per me è stato un regalo tanto inatteso quanto importante.

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1 marzo 2017

caro Allievi,

la mia vista è da qualche tempo molto diminuita e a leggere e a scrivere mi aiuta la sublime collaboratrice. Per questo appena adesso sono in grado di esprimerle il più vivo interesse per la sua poesia di serena e melanconica riflessione sulle successive vicende della sua vita, che diventa lezione esemplare. Tanto ricordo rimane sicuro e invita il lettore a ripensare a se stesso e la vita.

Con i migliori saluti,

Giorgio Bárberi Squarotti

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Gentile Giorgio Bárberi Squarotti,

la ringrazio enormemente per la sua gentile lettera, che mi ha sorpreso e – davvero – commosso. Letteralmente: senza immaginarne il mittente, ho aperto la sua lettera distrattamente, ancora in piedi, sull’uscio, in presenza di mia moglie, e mi si sono inumiditi gli occhi…

Vede, ho un mestiere d’altro genere, una carriera, come si dice, e scrivo libri, anche, pure per editori considerati prestigiosi, qualche volta, e alcuni si vendono, persino. Ma nessuna recensione e nessuna tiratura dei miei saggi mi ha ripagato come le sue poche parole, proprio perché si rivolgono alla cosa di me più impercepita e per me invece più importante: i versi che scrivo, accompagnati dai molti che leggo e di cui mi nutro. E perché vengono da chi ha lunga esperienza, affinata capacità critica, e sensibilità autenticamente poetica (conosco un po’ dei suoi versi, di varie stagioni: anche se non fingerò di averli letti tutti…).

La ringrazio per avermi riconosciuto in questa parte di me, che sta acquistando sempre più peso nella mia vita, anche se tardivamente, e magari suona strano: un autunno della biografia terrestre che sto vivendo tuttavia come una primavera della consapevolezza e della vocazione poetica, dell’amore per la parola.

Grazie ancora, dunque, per questo riconoscimento: al di là dei contenuti, è questo che per me conta, e che mi ha reso felice.

Non voglio abusare di lei: già con queste parole ha fatto molto. Rafforzandomi, se non altro, nella voglia di andare avanti, di continuare ad affrontare la fatica della ricerca, perché mi ha confermato che questo ha un senso. Ma, se lo vorrà e se potesse, sarei felice, un giorno, magari, di farle leggere qualche altra cosa, e di discutere con lei di quello che conta…

Cordiali saluti

Stefano Allievi

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Volevo davvero andare a trovarlo. Purtroppo, questa lettera non ha fatto in tempo a raggiungerlo: il 9 aprile Bárberi Squarotti se ne è andato da questo mondo.

Gliel’ho letta ad alta voce, in modo che la sentisse dove si trova ora.

Ho letto che stava per licenziare l’edizione completa delle sue liriche, suppergiù duemila pagine. Un debito di gratitudine che onorerò con piacere.

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