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Noi e gli stranieri: come abbiamo potuto diventare così?

La notizia è in sé – purtroppo – banale. Un fatto di cronaca come tanti: un automobilista che investe e ferisce gravemente dei pedoni. Aggiungiamoci qualche aggravante: l’automobilista investitore era palesemente ubriaco, e stava scappando da un posto di blocco; e gli investiti erano una famiglia che si stava mangiando un gelato – il ferito più grave è un bimbo di pochi mesi, sbalzato dal suo passeggino e finito violentemente a terra (mentre scriviamo, sappiamo solo che gli è già stata amputata una gamba, e del resto non si sa). Infine, i dettagli di contorno, che rendono la notizia più morbosamente accattivante: nazionalità e caratteristiche di investitore ed investiti – che è quello che veramente ci interessa. Perché, ammettiamolo, ormai le cose funzionano così: che mezza Italia, o forse un po’ di più, di fronte a una notizia come questa, spera che l’investitore sia straniero, per poter legittimare la propria rabbia o il proprio schietto odio nei confronti degli immigrati; e l’altra metà, o forse un po’ di meno, spera che non lo sia, per evitare che il fatto diventi l’ennesimo episodio di una campagna anti-immigrati già anche troppo aperta ed esplicita. Nel caso di specie c’è un ulteriore piccante dettaglio: l’investitore non solo è italiano, ma è un militante venetista, un po’ xenofobo e sostenitore di politici xenofobi quanto è opportuno in quegli ambienti; e gli investiti sono una famiglia di pacifici immigrati albanesi ben integrati. Ciò che ha consentito a una parte della seconda metà scarsa di italiani di stigmatizzare e in qualche modo di godere dell’inaspettato rovesciamento di prospettiva rispetto alla narrazione anti-immigrati dominante.

Tutto questo ci parla, tristemente, di un paese barbarizzato, in cui delle sofferenze reali delle persone coinvolte (e una certa dose di empatia – seppure, certo, in misura diversa – la meritano entrambi) non interessa niente a nessuno: interessa solo poter strumentalizzare la notizia. Ci parla dunque di una comunità di commentatori professionali di notizie (noi, i cittadini, non i giornalisti) allo stesso tempo incattivita ma pusillanime, vogliosa di criticare ma del tutto priva di senso critico: che agli eventi reagisce non in base alla ragionevolezza, o meglio ancora all’umana pietas, ma ai propri pregiudizi sedimentati.

Che cosa ci ha ridotti a questo punto? Certo, una forsennata campagna anti-immigrati che dura ormai da anni. Ma anche gli opposti estremismi che di essa si sono nutriti. Dei commentatori che avrebbero rilanciato con intimo godimento la notizia se il fatto avesse avuto per protagonisti investitore straniero e vittime italiane (ministri, deputati, consiglieri regionali e comunali, fino ai comuni haters da tastiera), non uno ha pensato di farlo in questa occasione (e magari qualcuno lo farà – lo speriamo – dopo essersi accorto che si tratta di un assordante e inaccettabile silenzio). D’altro canto, non uno di quelli che rilanciano oggi la notizia l’avrebbe fatto a parti invertite.

Ne emerge un brutto quadro, di una brutta Italia. In cui del merito delle cose interessa poco (e poco ci si immedesima con le sofferenze di cui si parla): e quello che conta è la possibilità di sfruttarle al fine di potenziare un preesistente pregiudizio ideologico. Di questo quadro, qualcuno porta responsabilità maggiori: gli iniziatori di questa campagna d’odio. Ma altri sono complici, perché hanno lo stesso furore ideologico e nessuna vera umanità da opporre.

Ecco che diventa lecito, allora, sperare, di poter ritornare, tutti, a una condizione di umanità e moralità autentiche: in cui la prossima volta che leggeremo una notizia come questa, piangeremo per le vittime, compiangeremo – senza assolverli – gli altri attori della vicenda, e non avremo più voglia di sapere di che nazionalità sono gli uni e gli altri.

Noi e gli stranieri: La rabbia a parti invertite, in “Corriere della sera – Corriere del Veneto”, 13 marzo 2019, editoriale, p. 1

4 risposte a Noi e gli stranieri: come abbiamo potuto diventare così?

  • giobatta scrive:

    Stefano allievi ancora una volta, considera gli italiani al governo razzisti. Specula sull’atteggiamento che gli italiani hanno avuto sugli incidenti stradali provocati da persone ubriache senza patente e con auto prive di assicurazione. S.allievi vuole provocare e dire che siamo razzisti perché non consideriamo alla stessa stregua i 2 autisti “criminali” e ubriachi, uno italiano e uno marocchino. il professore tenta ancora una volta a dividerci in buoni e cattivi. caro allievi sei un ipocrita perché quel marocchino che ha ucciso 2 genitori e lasciato agonizzanti i 2 figli doveva essere espulso da parecchio perché aveva il foglio di via ma l’espulsione non è stata eseguita per le lungaggini burocratiche e giuridiche. Quelle lungaggini messe ad hoc dai governi letta/renzi /Gentiloni perché volevano tenere in italia 700 mila migranti clandestini fatti arrivare con i barconi con l’aiuto delle Ong per alimentare il business dell’accoglienza e per rivitalizzare la società vecchia ed in crisi demografica..! Poi i benpensanti chiedono umanità e pietà ai cittadini italiani vessati dalle tasse e poveri.

  • Farano scrive:

    Sottolineate giustamente che questo furore ideologico caratterizza entrambi i fronti ,però se è vero che questo furore ideologico caratterizza anche gli antirazzisti,però molti di loro davanti a notizie ,che magari vedono coinvolti migranti, esortano,almeno i più intelligenti,a non generalizzare e a chiedere giustizia al di là della etnia del criminale, ma i razzisti no,loro guardano solo etnia ,per poi fare le solite asserzioni che sappiamo, magari appoggiati da politici e media,Del Debbio docet ,lo potete vedere benissimo la sua tv
    .razzista

  • Farano scrive:

    Giusto quanto sottolineate sulla necessità di compiangere le vittime,richiedere giustizia etc ,ma spiace dirlo a italiano medio importa se il criminale è stra niero,E allora ,si indigna ,ululate,si arrabbia etc altrimenti italiano medio se il criminale non è straniero, tace abbondantemente, non urla,non inveisce ,non pensa alla vittima e delle volte giustifica pure ,mi è capitato più volte

  • Farano scrive:

    Ormai purtroppo ci sta un clima di odio e razzismo, delle vittime di un fatto di cronaca non importa, ma conta ,come sottolineate ,l’ etnia,purtroppo va detto,tutto questo è anche colpa di tg etc ,pronti a enfatizzare etnia del criminale ,altrimenti il silenzio

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